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Cappa chimica, università di Edimburgo, Scozia, 2010. (Thomas Struth)
Piante di sorgo, Danforth plant science center, St. Louis, Stati Uniti, 2017. (Thomas Struth)
Albero bronchiale con struttura di supporto, MMM, Wildau, Germania, 2016. (Thomas Struth)
Golems playground, Georgia tech, Atlanta, Stati Uniti, 2013. (Thomas Struth)
Modello in dimensioni reali, Lyndon B. Johnson space center, Houston, Stati Uniti, 2017. (Thomas Struth)
GRACE-Follow-on, Iabg, Ottobrunn, Germania, 2017. Un satellite usato nella missione della Nasa chiamata Grace, e nata per misurare con precisione come il movimento delle masse d’acqua influenza il campo gravitazionale del pianeta. (Thomas Struth)
Spettrometro a incidenza radente, istituto Max Planck di fisica del plasma, Garching bei München, Germania, 2010. (Thomas Struth)

Le macchine del futuro

Thomas Struth è un fotografo tedesco conosciuto soprattutto per le foto scattate nei musei e per i ritratti di famiglia. È stato uno dei protagonisti della cosiddetta scuola di Düsseldorf, guidata da Bernd e Hilla Becher, che si è caratterizzata per una visione fotografica distante e oggettivante.

Dal 2007 Struth ha cominciato a lavorare su aziende all’avanguardia e laboratori dove si fa ricerca scientifica, luoghi in prima linea nella sperimentazione e nell’innovazione tecnologica. Il progetto è esposto alla Fondazione Mast di Bologna con il titolo Thomas Struth: nature & politics, fino al 22 aprile 2019.

Impianti nucleari, sale operatorie, piattaforme di perforazione sono i soggetti dei suoi scatti, insieme alle macchine che stanno influenzando e trasformando la società contemporanea.

Quelli che fotografa Struth sono luoghi spesso inaccessibili al pubblico: “Attraverso le sue immagini siamo in grado di percepire tutta la complessità, la portata, la forza dei processi, ma anche di intuire il potere, la politica della conoscenza e del commercio che essi celano”, spiega il curatore Urs Stahel.

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