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I vescovi del Burundi negano il sostengo alle elezioni e criticano il presidente

Secondo la chiesa cattolica, la candidatura di Pierre Nkurunziza a un terzo mandato va contro gli accordi di pace che nel 2005 misero fine alla guerra civile nel paese

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In Burundi il governo avvia un dialogo politico con i manifestanti

Dopo una nuova settimana di tensioni e di violenze, oggi è tornata la calma a Bujumbura in Burundi per una tregua stabilita dai leader del movimento contro la candidatura al terzo mandato del presidente Pierre Nkurunziza. L’opposizione ha quindi avviato un tentativo di “dialogo” con il governo. In questa occasione, i protagonisti della contestazione a Nkurunziza hanno chiesto al “governo di mostrare la sua buona volontà evitando di aprire il fuoco contro i manifestanti”.

I colloqui stanno andando avanti da qualche giorno sotto l’egida dell’inviato speciale delle Nazioni Unite, Saïd Djinnit, dei rappresentanti dell’Unione africana e dei paesi della regione. Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha espresso soddisfazione per questo sforzo di “dialogo politico” che comprende rappresentanti della società civile, partiti politici, organizzazioni religiose ed emissari del governo. Per permettere lo svolgimento dei colloqui, l’opposizione ha dichiarato una tregua nelle manifestazioni per tutto il fine settimana.

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