×

Fornisci il consenso ai cookie

Internazionale usa i cookie per mostrare alcuni contenuti esterni e proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso, consulta questa pagina.

La maggioranza delle vittime dell’attentato a Sousse sarebbe di nazionalità britannica

Le vittime britanniche dell’attentato sono 15, ma secondo le autorità del paese questo dato è destinato ad aumentare: le vittime potrebbero essere almeno 30. Secondo un bilancio provvisorio, i morti nell’attentato sulla spiaggia di Sousse sono almeno 38. Il presunto responsabile dell’attentato, Seifeddine Rezgui, è stato ucciso dalla polizia

Altri 5 aggiornamenti

Controlli e solidarietà in Tunisia dopo l’attentato dello Stato islamico 

La manifestazione spontanea dei cittadini il giorno dopo l’attentato terroristico di Sousse, Tunisia, 27 giugno 2015.

I tunisini reagiscono all’attacco rivendicato dal gruppo Stato islamico, che venerdì ha lasciato 39 morti sulla spiaggia di Sousse, nel golfo di Hammamet. Molti hanno lasciato fiori e bandiere vicino ai lettini e agli ombrelloni dello stabilimento balneare del lussuoso hotel Imperial Marhaba, luogo dell’attentato terroristico più grave che il paese abbia mai subito. Non solo per il bilancio delle vittime, ma anche perché colpisce un settore fondamentale per l’economia nazionale, quello del turismo straniero. In segno di solidarietà alle vittime – 15 erano cittadini britannici – e di condanna ai terroristi, centinaia di persone hanno sfilato ieri sera.

Le autorità stanno chiudendo circa 80 moschee, perché sarebbero centri in cui si formano violenti e proseliti dello Stato islamico. Centinaia di poliziotti pattugliano le strade delle località turistiche. Ma già migliaia di stranieri in vacanza hanno abbandonato il paese. Il ministro degli esteri di Londra ha avvertito che i jihadisti potrebbero lanciare altri attacchi simili a quello di venerdì, quando un ragazzo di 23 anni, in calzoncini e con un kalashnikov nascosto nell’ombrellone, ha fatto una strage.

pubblicità