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La crisi dei migranti in Ungheria

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Chiusa la stazione di Budapest, i migranti protestano

La protesta dei migranti alla stazione di Budapest, in Ungheria, chiusa dalle autorità ungheresi, il 1 settembre 2015. (Laszlo Balogh, Reuters/Contrasto)

Centinaia di migranti stanno manifestandodavanti alla stazione ferroviaria di Budapest e chiedono di essere autorizzati a salire su un treno verso la Germania.

Le autorità ungheresi hanno chiuso la stazione ferroviaria, poi l’hanno riaperta, ma hanno vietato l’ingresso ai migranti. Circa cento poliziotti con caschi e manganelli pattugliano la stazione e impediscono ai migranti di entrare. Decine di persone che si trovavano all’interno sono state costrette a uscire. Circa mille persone, soprattutto profughi siriani e afgani, sventolano i biglietti e gridano “Germania, Germania”, tra i fischi e le urla.

La stragrande maggioranza dei migranti che arrivano nell’Europa meridionale e orientale è determinata a chiedere asilo nei paesi dell’Europa del nord e dell’Europa occidentale. L’Ungheria è uno dei principali paesi di transito nella rotta via terra percorsa dai migranti dal Medio Oriente e dall’Africa settentrionale verso l’Europa occidentale. Più di 140mila persone hanno attraversato la frontiera meridionale dell’Ungheria con la Serbia nel 2015. Il 29 agosto Budapest ha annunciato di avere terminato la recinzione di filo spinato al confine con la Serbia per impedire ai migranti di entrare.

Il portavoce del governo, Zoltan Kovacs, ha detto che l’Ungheria sta solo cercando di far rispettare diritto dell’Unione europea, che impone a chiunque voglia viaggiare in Europa di disporre di un passaporto valido e di un visto Schengen.

Il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, ieri ha detto che chiunque venga dall’Ungheria deve fare domanda d’asilo nel paese come previsto dal Regolamento di Dublino.


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