L’esercito afgano lancia un’offensiva per riprendere il controllo di Kunduz
Le forze di sicurezza afgane, aiutate dalle forze aeree statunitensi, hanno lanciato un’operazione per riprendere il controllo di Kunduz, una città che si trova in una posizione strategica nel nord del paese. “Il contrattacco è cominciato questa mattina e alcune zone della città sono state già riconquistate”, ha dichiarato un portavoce del ministro dell’interno Najib Danish.
I taliban avevano conquistato la città ieri nella più importante operazione di questo tipo dal 2001, quando i taliban erano al governo nel paese. Le forze di sicurezza hanno dichiarato che la prigione e il quartier generale della polizia sono stati ripresi dal controllo dei taliban. Ieri erano stati fatti evadere diversi detenuti dal carcere.
Il contingente degli Stati Uniti presente in Afghanistan ha condotto dei bombardamenti nell’area per sostenere l’azione delle truppe di terra afgane. Secondo fonti mediche, ci sono state molte vittime civili. Nell’ospedale pubblico di Kunduz sono stati ricoverati 172 feriti e sono stati registrati 16 morti. Nell’ospedale di Medici senza frontiere nella città sono state ricoverate cento persone.
Una vittoria importante per i taliban
La conquista di Kunduz è avvenuta a un anno dalla presa del potere da parte del presidente Ashraf Ghani e mostra le difficoltà del governo a gestire l’insurrezione dei taliban, dopo la ritirata delle truppe straniere presenti nel paese, avvenuta alla fine del 2014. Kunduz è il primo capoluogo di provincia a essere conquistato negli ultimi 14 anni ed è la più importante vittoria militare dei fondamentalisti da quando hanno perso il potere nel 2001. I taliban hanno pubblicato numerosi video di propaganda online in cui annunciano un’invasione e il ritorno della legge islamica, la sharia.
La conquista di Kunduz ha anche un valore simbolico molto importante per i taliban, che hanno bisogno di dimostrare la loro forza e la loro unità, dopo la morte del mullah Omar e le lotte interne per la sua successione. Dopo anni, le truppe della Nato hanno lasciato il paese alla fine del 2014: sono rimasti sul posto solo 13mila soldati, che servono per l’addestramento delle truppe locali, che però negli ultimi mesi hanno mostrato la loro inadeguatezza a contenere l’insurrezione.