Centinaia di taliban sono entrati a Kunduz, nel nord dell’Afghanistan, e hanno liberato i detenuti nel carcere della città, tra cui molti membri del gruppo fondamentalista. L’esercito afgano ha risposto all’attacco, che è cominciato all’alba con un’offensiva su tre diversi fronti.
Per ora almeno 25 taliban e due poliziotti afgani sono morti negli scontri con le forze di sicurezza. Poco dopo l’inizio dell’assalto il personale delle Nazioni Unite presente in città ha lasciato l’area.
L’attacco e la risposta dell’esercito. Al momento diverse zone della città sobo sotto il controllo dei taliban, che hanno occupato diversi edifici governativi. L’esercito ha usato degli elicotteri per colpire i taliban alla periferia di Kunduz, mentre nel centro sono avvenuti scontri a fuoco. Le forze di sicurezza aspettano rinforzi dalla vicina provincia di Balkh, come confermato da un comandante di polizia di questa città. Un gruppo di fondamentalisti è entrato all’interno di un ospedale, probabilmente per cercare soldati feriti. Decine di abitanti di Kunduz sono fuggiti verso il principale aeroporto della città, ma sono stati respinti dalle forze di sicurezza. Un portavoce dei taliban ha invitato i cittadini a restare in casa.
La strategia dei taliban. Kunduz, capoluogo dell’omonima provincia, è una delle città più ricche dell’Afghanistan, nota in particolare per la produzione agricola. Si tratta di una località strategica: è considerata una porta d’accesso per le province settentrionali dell’Afghanistan e si trova molto vicino al confine con il Tagikistan. I taliban si sono impadroniti di diversi centri rurali nella zona e già in aprile avevano cercato di conquistare la città, dopo la fine della missione della Nato nel paese. In quell’occasione erano stati respinti dall’esercito.
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