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A che punto sono le indagini sul terrorismo in Belgio e in Francia

Soldati belgi nel centro di Bruxelles, il 21 novembre 2015. (Youssef Boudlal, Reuters/Contrasto)

Il presunto terrorista Salah Abdelslam, considerato uno degli autori degli attentati di Parigi del 13 novembre, è ancora in fuga. La sera del 22 novembre la polizia belga ha condotto una serie di blitz a Bruxelles e in altre città del paese, ma Abdelslam non risulta tra le persone arrestate. Ecco gli ultimi sviluppi delle inchieste sugli attacchi:

  • Almeno 16 persone sono state arrestate nelle 21 operazioni condotte dalla polizia belga nel weekend. L’obiettivo dei blitz era smantellare un’organizzazione che, secondo gli inquirenti, stava pianificando in Belgio un attacco simile a quelli avvenuti a Parigi. Durante le perquisizioni, condotte a Bruxelles (nel quartiere di Molenbeek), Liegi e Charleroi, non sono state trovate né armi, né esplosivi. L’identità delle persone fermate non è stata diffusa.
  • Tre persone sono già state messe in carcere in Belgio. Si tratta di Hamza Attou e Mohamed Amri, le due persone che hanno accompagnato Salah Abdeslam da Parigi a Bruxelles dopo gli attentati.
  • Un terzo sospettato, Abraimi Lazez, un marocchino di 39 residente nel comune di Jette, risulta indagato. È accusato di aver aiutato Salah Abdeslam durante la sua fuga. Nella sua abitazione sono state trovate armi, ma non esplosivi. Secondo Le Monde, suo fratello si trova in Siria.
  • A Bruxelles resterà in vigore anche oggi il livello 4 di allerta (quello massimo), che era stato introdotto il 21 novembre. Le scuole e le università, così come le metropolitane, restano chiuse.
  • Nel fine settimana sei dei sette kamikaze morti il 13 novembre sono stati identificati. Quattro sono francesi: Brahim Abdeslam (31 anni), Bilal Hadfi (20 anni), Samy Amimour (28 anni) et Ismaël Omar Mostefaï (29 anni). Altri due sono due persone entrate in Europa dalla Grecia a ottobre. Si tratta di due dei tre kamikaze che si sono fatti esplodere vicino allo Stade de France. La polizia ha diffuso le loro foto dopo aver trovato dei passaporti siriani vicino ai loro corpi, che sembrano essere falsi.
  • Un kamikaze, il terzo che ha colpito la sala da concerti Bataclan, deve ancora essere identificato.
  • Due delle tre persone morte a Saint-Denis durante il blitz del 18 novembre sono state identificate: si tratta di Abdelhamid Abaaoud e di sua cugina Hasna Aït Boulahcen. La polizia sta cercando di capire qual è il ruolo ricoperto da Abaaoud nell’organizzazione. Potrebbe essere stato l’uomo alla guida di una Seat nera che il 13 novembre ha portato Brahim Abdeslam, uno dei kamikaze e fratello di Salah, nei ristoranti e bar del decimo e undicesimo arrondissement. Dopo l’attacco Abaaoud avrebbe condotto l’auto a Montreuil, un comune alla periferia di Parigi, dove la Seat abbandonata è stata ritrovata dalla polizia il giorno successivo. Nell’auto c’erano tre kalashnikov, su uno dei quali sono state ritrovate le impronte digitali di Abaaoud. Il 13 novembre, dopo gli attentati, a Montreuil una telecamera di sorveglianza della metro ha ripreso Abdelhamid Abaaoud alle 22.14, mentre entrava nella stazione. Questo confermerebbe che dopo aver lasciato l’auto, l’uomo sarebbe fuggito in metro. È ancora in stato di fermo Jaward B., il proprietario della casa di Saint-Denis.
  • Secondo le ultime ricostruzioni, Salah Abdeslam il 13 novembre sarebbe stato alla guida di una Clio con a bordo gli attentatori dello stade de France. Dopo aver fatto scendere il commando, sarebbe andato nel diciottesimo arrondissment, dove probabilmente avrebbe dovuto compiere un attentato facendosi esplodere. Ma secondo alcune ricostruzioni, Salah Abdeslam non avrebbe avuto il coraggio di portare a termine il piano e sarebbe scappato chiamando due suoi amici in Belgio: Hamza Attou e Mohammed Amri. I due si sono recati a Parigi dove hanno caricato Salah per riportarlo in Belgio. L’auto dei tre è stata fermata sull’autostrada A2 che collega Parigi a Bruxelles, ma Salah Abdeslam non era ancora stato segnalato alla polizia che ha lasciato passare l’auto con i tre a bordo. Secondo le ultime ricostruzioni la fuga di Salah Abdeslam non era stata programmata, probabilmente il ragazzo avrebbe dovuto farsi esplodere come suo fratello, ma ha avuto paura ed è scappato.
  • La portaerei francese Charles de Gaulle, schierata nel Mediterraneo orientale, potrà usare già da oggi i suoi caccia contro il gruppo Stato islamico (Is) in Siria. Lo ha annunciato ieri il ministro della difesa francese, Jean-Yves Le Drian.
  • Il premier britannico David Cameron ha annunciato che il Regno Unito offrirà alla Francia l’uso della Royal Air Force Akrotiri, la sua base a Cipro, per i raid aerei contro lo Stato islamico in Siria.
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