×

Fornisci il consenso ai cookie

Internazionale usa i cookie per mostrare alcuni contenuti esterni e proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso, consulta questa pagina.

Perché Matteo Messina Denaro era il mafioso più ricercato d’Italia

L’arresto di Matteo Messina Denaro a Palermo, il 16 gennaio 2023. (Carabinieri/Ansa)

Matteo Messina Denaro, l’ultimo “padrino” della mafia siciliana e uno dei criminali più ricercati al mondo, è stato arrestato a Palermo il 16 gennaio dopo trent’anni di latitanza.

Il sessantenne Messina Denaro, latitante dal 1993, è stato fermato in una clinica privata della città siciliana dove, secondo alcune fonti, viveva da circa un anno sotto il falso nome di Andrea Bonafede.

È stato portato via intorno alle 9.35 del mattino, tra gli applausi degli altri pazienti della clinica, e trasferito nella caserma San Lorenzo del capoluogo siciliano. Secondo fonti della polizia, Messina Denaro ha cercato di fuggire dalla clinica quando ha visto arrivare le forze dell’ordine, ma una volta circondato non ha opposto resistenza.

Il mafioso era stato ritenuto, in passato, uno dei candidati a diventare il boss dei boss della mafia siciliana, dopo la morte di Bernardo Provenzano nel 2016 e quella di Salvatore Riina nel 2017.

Messina Denaro avrebbe la chiave di alcuni dei crimini più efferati commessi dalla mafia siciliana

Soprannominato Diabolik o U siccu (il magro), Messina Denaro è nato a Castelvetrano, in Sicilia, nel 1962. Suo padre era un potente boss di Cosa Nostra e Messina Denaro ha prosperato grazie agli affari di famiglia, costruendo un impero illecito da svariati miliardi di euro nei settori dei rifiuti, dell’energia eolica e del commercio al dettaglio.

Secondo pentiti e inquirenti, Messina Denaro avrebbe la chiave di alcuni dei crimini più efferati commessi dalla mafia siciliana, tra cui gli attentati che hanno ucciso i leggendari magistrati antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Nel 2002 era stato condannato in contumacia all’ergastolo per aver personalmente ucciso o ordinato l’omicidio di decine di persone.

La presidente del consiglio italiana, Giorgia Meloni, ha dichiarato: “Questa è una grande vittoria per lo stato italiano, che dimostra che non dobbiamo mai arrenderci alla mafia. I miei più sentiti ringraziamenti e quelli di tutto il governo vanno alle forze dell’ordine, e alla procura di Palermo, per la cattura della figura più significativa della criminalità mafiosa”.

Il mafioso, tristemente noto per aver dichiarato di “aver ucciso tante persone da riempire un cimitero”, avrebbe mantenuto il suo stile di vita lussuoso grazie a diverse persone che lo hanno sostenuto economicamente, tra i quali, secondo gli inquirenti, ci sono politici e uomini d’affari. Era noto per indossare abiti costosi, Rolex e occhiali da sole di marca.

La caccia a Messina Denaro è stata complicata dalla quasi totale assenza di fotografie recenti. Avendo a disposizione solo alcune fototessere scattate tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta, le autorità italiane hanno ricostruito il suo aspetto in modo digitale, utilizzando le più recenti tecnologie e le informazioni fornite da pentiti mafiosi. Alcuni di questi hanno rivelato che Messina Denaro si è sottoposto a chirurgia plastica facciale per nascondere la sua identità, mentre altri hanno dichiarato che gli sarebbero state rimosse le impronte digitali.

Una vita da latitante
Nel corso degli anni ci sono stati vari casi di scambio di persona e decine di persone sono state arrestate al suo posto. Nel 2019 i militari dell’arma dei carabinieri avevano fatto irruzione in un ospedale siciliano per arrestare un uomo di Castelvetrano ricoverato nel reparto di neurologia. Nel settembre del 2021 un cittadino britannico di 54 anni di Liverpool era stato ammanettato in un ristorante dell’Aja, nei Paesi Bassi, da poliziotti pesantemente armati che gli avevano messo un cappuccio in testa e lo avevano trascinato fuori dal locale, davanti a decine di clienti terrorizzati. L’arresto sarebbe avvenuto dopo che l’Italia aveva chiesto alle autorità olandesi l’esecuzione di un mandato di cattura internazionale, convinta che si trattasse di Messina Denaro. L’uomo era stato rilasciato pochi giorni dopo.

Nonostante la sua potente rete di protezione, secondo i pentiti Messina Denaro era diventato sempre più isolato. Nel corso degli anni gli investigatori italiani hanno sequestrato le attività economiche riconducibili al boss e arrestato più di cento suoi fiancheggiatori, tra cui cugini, nipoti e una sorella. A poco a poco, le autorità italiane hanno fatto terra bruciata intorno a Messina Denaro, tagliando tutti i contatti con la sua famiglia e soci che lo proteggevano nella clandestinità.

Nell’agosto del 2021 la tv pubblica italiana, la Rai, ha diffuso una registrazione, risalente al marzo del 1993, in cui per la prima volta si sentiva la voce di Messina Denaro durante un processo in cui era stato chiamato a testimoniare prima di darsi alla macchia. Il 30 settembre dello stesso anno la polizia italiana ha diffuso un video del 2009 nel quale il suo volto s’intravedeva da lontano. Nel filmato, registrato da una telecamera di sicurezza su una strada sterrata in provincia di Agrigento, si vedono due uomini a bordo di un suv. Secondo gli investigatori, il passeggero calvo e con gli occhiali era Messina Denaro.

Ma ogni volta che gli inquirenti sembravano avvicinarsi al loro obiettivo, Messina Denaro si dileguava nuovamente. Come un fantasma, scompariva e riappariva in tutto il mondo. Ex mafiosi hanno affermato di averlo visto in Spagna, Inghilterra, Germania e Sudamerica. Altri dicevano che non aveva mai lasciato la sua roccaforte di Castelvetrano, in provincia di Trapani.

Ora che Messina Denaro non è più un uomo libero, gli inquirenti cercheranno di rimettere insieme i pezzi del suo lungo periodo di latitanza, compresi i luoghi in cui si è rifugiato e la rete di persone che lo hanno protetto.

(Traduzione di Federico Ferrone)

Questo articolo è stato pubblicato dal quotidiano britannico The Guardian.

pubblicità