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“Mi ha insegnato a essere ambizioso, a divertirmi a letto e ad avere scambi intellettuali stimolanti”

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Due giorni nella vita di due persone innamorate. Il primo, quando tutto comincia, e l’ultimo, quando ci si lascia. A chi legge, la possibilità di immaginare cosa è successo in mezzo. In questa puntata: Louis, 37 anni.

Il primo giorno

“Sul suo profilo Grindr non ci sono foto. Quest’applicazione, pensata per gli incontri tra uomini, mi propone tutta una serie di persone in base alla mia posizione. È veramente una sorta di ‘scopa con il tuo vicino’, fatta per soddisfare una pulsione urgente nel luogo in cui ci si trova.

Quando apro Grindr su questa spiaggia del sudovest della Francia, dove sono in vacanza, non sento però tutta questa necessità di una relazione. Il giorno prima ho accompagnato il mio ragazzo alla stazione. Siamo arrivati in anticipo, ma lui non ha voluto che aspettassi il treno con lui. Ho dovuto insistere parecchio per ottenere un breve weekend insieme, quindi non mi sento così in debito. Sono deluso. Ci stimiamo, facciamo degli sforzi l’uno per l’altro, ma tra noi non funziona, soprattutto sessualmente.

Non è da molto tempo che frequento gli uomini, ma una cosa è certa: è più facile fare sesso solo per il gusto di farlo. Quel giorno non sono a caccia, ma il suo profilo attira la mia attenzione. Parliamo subito e, spigliati, ci mandiamo delle foto, è carino. Il corteggiamento è garbato e semplice. Non conosce la zona, io invece sono del posto. Attraverso l’interfaccia dell’app mi improvviso guida delle sue vacanze, gli consiglio dei posti carini. Nessuno dei due sa se ci incontreremo davvero.

Due giorni dopo finisco la mia sessione di surf. Faccio la doccia in spiaggia, sciacquo la muta incrostata di sale. Ho il viso bianco di crema solare, i capelli bagnati. Mi propone di passare nell’appartamento che ha affittato per le vacanze con un amico, che non è lì. È disponibile, adesso. Tra gli uomini gay non si prende prima qualcosa da bere, si è molto più diretti. Senza voler fare sociologia spicciola, ho l’impressione che noi omosessuali siamo spinti a soddisfare i nostri desideri più in fretta, mentre nelle relazioni eterosessuali prima del sesso ci sono i caffè e i ristoranti, tutto ciò che rende il rapporto socialmente accettabile. Gli uomini gay, invece, non si fanno troppi problemi, semmai vanno a cena insieme dopo, se hanno voglia di rivedersi.

Mi apre la porta in asciugamano, è appena uscito dalla doccia. Il suo appartamento dà sulla spiaggia, con il tipico disordine di due amici in vacanza che non ci restano a lungo e che ci vanno solo per dormire. Parliamo della nostra età, su cui entrambi abbiamo mentito nell’applicazione. Io ho messo 35 anni ma ne ho 37, non posso abbassarli di più con la barba e i capelli bianchi che cominciano a farsi vedere. Anche lui ne ha 37 anni, ma ha indicato 33, può permetterselo, è biondo e ha la pelle liscia.

In salotto ci baciamo. Poi facciamo l’amore nella doccia. È tutto molto naturale ed è raro che le cose filino così lisce. A volte è: ‘Ciao. Ah, no, grazie, ma no, grazie’. Mi è già capitato di andarmene dopo aver visto l’altro e prima che succedesse qualcosa, e anche a me è successo di essere stato rifiutato. Ci sono persone che non la prendono bene, ma bisogna accettare la logica delle app. Altre volte capita che si tenti comunque, ma può succedere di fermarsi nel bel mezzo, talmente la cosa non funziona, oppure di arrivare alla fine con la netta sensazione che non ci si rivedrà mai più, per non dover fare i conti di nuovo con quelle impressioni.

Questi incontri da ‘una botta e via’ servono solo per sfogarsi e raggiungere il piacere, e ognuno è abbastanza egoista nella ricerca del proprio godimento. Con lui è tutto molto rapido, perché il suo coinquilino sta per tornare, ma c’è questa disinvoltura che significa che la cosa tra noi funziona. Alla fine il coinquilino arriva. Sento del rumore in salotto, fortunatamente la porta è chiusa. Lui esce, va a dirgli che è con qualcuno. Il suo amico, comprensivo, va a fumare una sigaretta sul balcone per darci il tempo di finire. Ci ridiamo sopra. Esco e lo saluto. Faccio quello che non ho mai fatto a un incontro occasionale: gli propongo di andare in spiaggia, insieme al suo coinquilino”.

L’ultimo giorno

“Il nostro ultimo giorno è virtuale. Ha lasciato la città il giorno prima, ormai è lontano. Ci scriviamo parole molto tenere e molto dure, ci diciamo che abbiamo amato molto quello che è successo, che è stato bello, ma che dobbiamo fermarci qui. Dopo il nostro incontro sotto la doccia, ci siamo ritrovati sullo stesso asciugamano, di fronte all’oceano.

Lì parliamo dei nostri amori, con quella fiducia che si concede più agli sconosciuti che agli amici di lunga data. Gli racconto del mio ragazzo, che sto lasciando; lui è più impegnato, è in coppia da anni. Più tardi, la sera, beviamo qualcosa con i nostri amici rispettivi, che ci hanno raggiunto. Lui sembra usarli come uno scudo, come una rete di sicurezza per non avvicinarsi troppo. Ci salutiamo alle due di notte, mi scrive di quanto ha avuto voglia di baciarmi per tutta la sera; gli rispondo che anch’io ho provato la stessa cosa.

Con lui vivo i miei amori adolescenziali estivi, visto che frequento uomini solo da due anni. Il giorno dopo il mio appartamento è libero per il pomeriggio. Lo passiamo a letto, a baciarci e a guardarci. Ci diciamo che ci emozioniamo a vicenda, di solito in un incontro occasionale non ci sono mai così tanti scambi. Ci rivediamo tutte le sere, nei bar, con i nostri amici. Finisce sempre allo stesso modo, con grandi baci per strada alla chiusura delle due di notte. Ogni sera lui lotta contro la voglia di andare oltre.

La penultima sera, gli mando finalmente il mio numero di telefono, come per superare una soglia. Non mi scrive per tutto il giorno successivo. Passo ore infernali a consultare il telefono ogni minuto, e a constatare l’assenza di notifiche da parte sua. Guardo di continuo se è online su Grindr, cosa che ha fatto anche lui, ammetterà in seguito. Non osiamo vederci prima della sua partenza, entrambi chiusi in una strategia di evitamento, per paura di soffrire. Il giorno della sua partenza vado a fare surf per dimenticare, il turbinio delle onde mi aiuta a calmarmi.

Mi ha insegnato a essere ambizioso, a divertirmi a letto e ad avere scambi intellettuali stimolanti. Sono ancora troppo giovane per rinunciare a tutto questo”.

(Traduzione di Andrea De Ritis)

Amore che vieni, amore che vai è una serie del quotidiano francese Le Monde che racconta il primo e l’ultimo giorno di una storia d’amore. Qui ci sono tutte le puntate.

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