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Il percorso di Bergoglio

Papa Francesco durante l’angelus in piazza San Pietro, Città del Vaticano, 25 ottobre 2020. (Remo Casilli, Reuters/Contrasto)

Il papa si è espresso a favore delle unioni gay e delle loro famiglie. Ci ha sorpreso il silenzio del mondo politico – in particolare di chi fino a poco tempo fa ne faceva un cavallo di battaglia – e dei giornalisti. È un peccato che questo papa si ritrovi ancora solo. Con nostra sorpresa neanche Internazionale ha riservato spazio a un argomento così rivoluzionario. Vogliamo parlarne noi? –Lettera firmata

Sull’atteggiamento dei mezzi d’informazione ho avuto un’impressione diversa dalla vostra: ho letto la notizia su tutti i principali quotidiani e Internazionale ha pubblicato sul sito un’analisi del giornalista vaticanista Francesco Peloso. Il silenzio del mondo politico l’ho trovato un buon segno: l’apertura del papa ha conseguenze più importanti per i partiti conservatori e il silenzio dei loro esponenti – uno tra tutti l’orgogliosamente cristiana Giorgia Meloni – vale più di mille parole. La realtà, però, è che la dichiarazione del papa non è una notizia bomba.

Certo, Bergoglio non aveva mai espresso in modo così esplicito il suo sostegno alle coppie gay ma, come scrive Peloso su Internazionale, “i suoi interventi ripetuti sul tema dell’omosessualità, le telefonate e i colloqui con omosessuali credenti, genitori di uno o più figli, l’indicazione chiara data alla chiesa di cercare sempre la strada del dialogo e dell’accoglienza, costituiscono pezzi di un percorso ormai riconoscibile”. Avvicinandola alla sensibilità che da tempo prevale nelle società e nei parlamenti del mondo cristiano, credo che Bergoglio stia rendendo la sua chiesa meno sola.

Questo articolo è uscito sul numero 1382 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati

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