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Pacifici giusti in cammino

Ogni eccezione ha la sua regola, avrebbe detto Totò. Nel saltare da un paese all’altro per vederne le scuole, stavolta ci fermiamo in Italia per vedere partire una carovana fatta di personaggi, i pacifici, da immaginare e ritagliare e colorare su cartone, e di bambine e bambini veri. La meta è un luogo, un paese da trovare e costruire: si chiama Pace. L’idea è di Roberto Papetti, si può scrivere a luciana.bertinato@alice.it per saperne di più. La carovana farà una prima tappa in ottobre, al quinto incontro nazionale della Rete di cooperazione educativa a Bastia Umbra, ed è aperta a tutti i bambini capaci di inventare una definizione di chi è un pacifico, un giusto, e di costruirne la sagoma su cartoncino colorato.

E chi è un giusto? Lo diranno i bambini dopo aver letto la poesia di Borges Los justos: “Un hombre que cultiva su jardín, como quería Voltaire. / El que agradece que en la tierra haya música, / El que descubre con placer una etimología. / Dos empleados que en un café del Sur juegan un silenzioso ajedrez [una partita a scacchi]. / El ceramista que premedita un color y una forma. / El tipógrafo que compone bien esta página, que tal vez no le agrada. / Una mujer y un hombre que leen los tercetos finales de cierto canto. / El que acaricia a un animal dormido. / El quel justifica o quiere justificar un mal que le han hecho. El que agradece que en la tierra haya Stevenson. / El que prefiere que los otros tengan razón. / Esas personas, que se ignoran, están salvando el mundo”.

Questo articolo è stato pubblicato il 30 aprile 2015 a pagina 96 di Internazionale, con il titolo “Pacifici giusti in cammino”. Compra questo numero | Abbonati

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