Cairo, febbraio 2011. Elsayed, Noha e Ahmed sono tre ragazzi egiziani e stanno facendo la rivoluzione. Occupano piazza Tahrir giorno e notte insieme a migliaia di altri egiziani. Una cronaca in tempo reale della rivoluzione, raccontata da chi l’ha fatta.
Omar Khadr è un cittadino canadese. Nel luglio del 2002, a quindici anni, viene catturato in Afghanistan e trasferito prima nella base di Bagram e poi a Guantánamo con l’accusa di crimini di guerra.
Nel luglio 2008 la Corte penale internazionale emette un ordine di arresto contro il presidente sudanese Omar al Bashir per i crimini commessi in Darfur. A chiedere il mandato, il primo diretto a un capo di stato in carica, è Luis Moreno-Ocampo, procuratore capo della Corte.
Il 2010 è stato l’anno nero dei giornali. Come ha affrontato la crisi uno dei maggiori quotidiani statunitensi? Per dodici mesi una telecamera ha ripreso il lavoro della redazione del New York Times. E ha descritto cosa cambia nel sistema dell’informazione nel momento in cui molti giornali chiudono incalzati dalla diffusione di internet e dal calo delle inserzioni pubblicitarie.
Il 30 maggio del 1984 una bomba esplode durante una conferenza stampa dell’ex leader sandinista Edén Pastora, al confine tra Costa Rica e Nicaragua. Chi ha organizzato l’attentato, e perché? Venticinque anni dopo il giornalista svedese Peter Torbiörnsson, uno dei sopravvissuti, torna in Nicaragua per cercare di far luce su quell’episodio.
In Colombia la guerra tra i gruppi paramilitari e i guerriglieri delle Farc dura da più di vent’anni e ha provocato un numero altissimo di morti e dispersi. Chi ha voluto questo conflitto? E quale ruolo hanno avuto esercito, leader politici, trafficanti di droga e multinazionali come la Chiquita?
“L’università brucia!”: con questo slogan nasce la più grande protesta studentesca europea degli ultimi anni. È l’autunno del 2009 quando viene occupata l’aula magna dell’università di Vienna. In poco tempo, e grazie soprattutto ai social network, la protesta si allarga oltre i confini austriaci.
Le elezioni del 2008 in Ghana sono l’occasione per osservare il funzionamento di una democrazia ancora giovane, impegnata a legittimarsi agli occhi del resto del mondo, e per uno sguardo inedito sulla situazione politica e sociale dell’Africa occidentale.