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L’attentatore di Berlino Anis Amri ucciso dalla polizia a Milano

 

Anis Amri è morto durante un conflitto a fuoco con le forze dell’ordine italiane in piazza 1 Maggio a Sesto San Giovanni, davanti alla stazione ferroviaria. Era stato fermato da una volante della polizia per un controllo verso le 3 di notte. Un agente è rimasto ferito ma non è in pericolo di vita.


  • 23 Dic 2016 16.41

La radicalizzazione nelle carceri

“La prigione è sempre più presente nelle nostre società”, sostiene Farhad Khosrokhavar, un sociologo franco-iraniano che ha studiato la radicalizzazione dei detenuti musulmani in carcere, come sembra sia stato il caso di Anis Amri. Secondo Khosrokhavar in molti paesi europei, come Francia, Regno Unito, Germania, Italia, Spagna e Paesi Bassi, la percentuale di musulmani in prigione è di gran lunga superiore alla percentuale di musulmani nella popolazione complessiva ed è in prigione che “i giovani cominciano a percepire l’odio della società”.

Nel suo libro Prisons de France il sociologo scrive che negli ultimi decenni in Francia, negli Stati Uniti e altrove, il numero di detenuti è nettamente aumentato e con esso la durata delle detenzioni. E i crimini violenti come gli omicidi volontari e gli stupri non sono diminuiti. “È il segno che il ruolo sempre più importante che viene dato al carcere per risolvere questioni sociali come la droga o l’immigrazione è un problema politico”.

  • 23 Dic 2016 15.31

L’attentatore di Berlino aveva giurato fedeltà al gruppo Stato islamico

Sul sito di Amaq, agenzia di stampa e organo di propaganda del gruppo Stato islamico, è stato pubblicato un video girato dal tunisino Anis Amri, l’attentatore di Berlino. Nel video Amri promette fedeltà al leader del gruppo Stato islamico Abu Bakr al Baghdadi e chiede ai sostenitori dell’organizzazione jihadista di vendicare “i crociati” che bombardano i musulmani.

Nel video, Amri dice:

“Il mio messaggio ai crociati che bombardano i musulmani ogni giorno…il loro sangue non scorrerà invano. Siamo una nazione e li vendicheremo. Faccio un appello ai fratelli musulmani nel mondo…quelli in Europa, uccidete i porci crociati, ognuno secondo le sue possibilità”.

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  • 23 Dic 2016 15.18

Le parole di Angela Merkel

La cancelliera tedesca ha tenuto una conferenza stampa a Berlino. Ecco un riassunto del suo intervento:

  • Angela Merkel ha ringraziato il premier italiano per il lavoro delle forze dell’ordine.
  • La cancelliera ha dichiarato che le indagini sull’attentato non sono terminate e che le autorità stanno cercando le persone che potrebbero averlo aiutato e aver coperto le sue tracce.
  • Se ci sarà bisogno di riforme, queste verranno fatte velocemente, ha aggiunto Merkel.
  • La cancelliera ha aggiunto che ha parlato con il presidente tunisino e che le espulsioni di rifugiati tunisini che non hanno il permesso di restare in Germania saranno velocizzate.
  • 23 Dic 2016 14.48

In Germania si cercano eventuali complici

Gli investigatori tedeschi continuano a cercare eventuali complici di Anis Amri, presunto autore dell’attentato di Berlino, ucciso nella notte a Sesto San Giovanni, nei pressi di Milano. Lo ha affermato il procuratore dell’antiterrorismo Peter Frank. “Per noi adesso è di grande importanza accertare se nella preparazione e nell’esecuzione dell’attentato e nella fuga il sospetto si è avvalso di una rete di complici o di persone che lo hanno aiutato”, ha dichiarato Frank davanti alla stampa a Karlsruhe.

  • 23 Dic 2016 14.36

Resta alta l’allerta in Germania

Il ministro dell’interno tedesco, Thomas De Maizière, ha dichiarato che le indagini sull’attentato di Berlino sono ancora in corso e che il livello di allerta sul terrorismo “resta alto”.

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  • 23 Dic 2016 13.31

Amri fermato per un normale controllo dei documenti

Il questore di Milano Antonio De Iesu, durante una conferenza stampa, ha confermato la dinamica dell’uccisione di Anis Amri a Sesto San Giovanni, in seguito a un normale controllo di una pattuglia del commissariato di zona.

Alle 3 di notte, i due agenti della pattuglia hanno deciso di operare un controllo su un uomo che si trovava da solo di fronte alla stazione ferroviaria del comune lombardo, non in base a qualche segnalazione, ma solo perché nuove direttive prevedono l’intensificazione dei controlli sul territorio.

Gli agenti hanno chiesto i documenti all’uomo. Dal proprio zaino Amri ha estratto una calibro 22 già carica e ha fatto fuoco colpendo uno dei due agenti. Il secondo agente ha risposto al fuoco ferendo mortalmente Amri. L’uomo è stato soccorso dal 118, ma è morto nel giro di pochi minuti.

Si presume che la calibro 22 in possesso di Amri sia la stessa arma usata per uccidere il conducente del camion usato per l’attentato di Berlino.

L’identità del sospetto è stata verificata attraverso il controllo delle impronte digitali. Solo all’alba di questa mattina è arrivata la conferma che si trattasse di Anis Amri, cioè l’uomo ricercato dalle autorità tedesche per l’attentato di Berlino.

Si presume che Amri sia passato per la Francia. L’unica cosa che il questore ha potuto confermare è che all’una di notte era alla stazione Centrale di Milano. Come è arrivato a Sesto San Giovanni e cosa faceva lì è ancora materia di indagine.

Non aveva altre armi né telefoni. Aveva in tasca qualche centinaio di euro.

  • 23 Dic 2016 12.47

Alle 13,30 conferenza stampa della procura federale tedesca

Si attende la conferenza stampa della procura federale tedesca, alle 13,30, che sarà seguita, intorno alle 14,30, da un nuovo intervento del ministro degli interni tedesco. A breve una conferenza stampa anche del questore di Milano.

  • 23 Dic 2016 12.09
La polizia circonda il corpo di Anis Amri a Sesto San Giovanni, il 23 dicembre 2016.
  • 23 Dic 2016 11.52

Le parole del ministero dell’interno tedesco

Parlando a una conferenza stampa a Berlino, Tobias Platte, portavoce del ministero dell’interno tedesco, ha definito “un sollievo” la notizia della morte di Anis Amri. “Si moltiplicano le indicazioni sul fatto che si trattasse veramente di quella persona. Se sarà confermato, allora il ministero dell’interno sarà sollevato dal fatto che questa persona non rappresenti più un pericolo”.

  • 23 Dic 2016 11.35

Chi era Anis Amri

  • Anis Amri aveva 24 anni ed era nato in Tunisia. La sua carta d’identità e le sue impronte digitali erano state trovate dentro il camion usato per colpire il mercatino natalizio di Berlino. La polizia aveva diffuso il suo identikit e lo riteneva il responsabile della strage.
  • L’uomo negli ultimi mesi avrebbe assunto sei identità differenti. Da gennaio era sotto osservazione da parte delle autorità perché potenzialmente capace di “gravi atti di violenza contro lo stato”. Anche le sue comunicazioni erano sotto controllo.
  • Nel 2011, secondo fonti investigative italiane, Anis Amri ha scontato quattro anni di carcere nel carcere Ucciardone di Palermo per aver appiccato un incendio in una scuola. Dopo aver scontato la condanna avrebbe dovuto essere espulso, ma la Tunisia non ha collaborato fornendo il riconoscimento ufficiale, e ad Anis Amri è stato semplicemente intimato di lasciare l’Italia.
  • Anis Amri sarebbe arrivato in Germania nel giugno 2015, soggiornando prima nella Renania Settentrionale-Vestfalia e in seguito a Berlino. Anis Amri, secondo i giornali tedeschi, figurava in una lista delle 550 persone considerate pericolose dalle forze dell’ordine ed era sospettato di preparare un attentato. Citando una fonte vicina all’inchiesta, la Süddeutsche Zeitung ha scritto: “Ci sono molte persone pericolose nel paese, ma di pericolose come lui ce ne sono pochissime”.
  • A giugno Anis Amri aveva fatto richiesta d’asilo in Germania, ma la richiesta era stata respinta perché non aveva i documenti necessari. Amri, secondo la stampa tedesca, ha legami con Ahmad Abdelaziz A., noto come Abu Walaa, un predicatore arrestato a novembre per aver incitato i suoi seguaci ad andare in Siria per combattere a fianco del gruppo Stato islamico.
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  • 23 Dic 2016 11.20

Cosa sappiamo della morte di Anis Amri

Il ministro dell’interno italiano ha confermato che Anis Amri, ritenuto il responsabile dell’attentato del 19 dicembre a Berlino, è morto durante un conflitto a fuoco con le forze dell’ordine italiane a Sesto San Giovanni, un comune alle porte di Milano. Ecco cos’ha detto in sintesi:

  • Marco Minniti ha dichiarato che la persona morta a Sesto San Giovanni era “senza alcun dubbio” Anis Amri.
  • La sparatoria è avvenuta in piazza I Maggio, a Sesto San Giovanni, verso le 3 di notte. Amri era stato fermato per un controllo stradale. L’uomo, che era a piedi, alla richiesta di mostrare i documenti ha tirato fuori una pistola dallo zaino e ha sparato a un agente, Christian Movio, ferendolo. A quel punto i poliziotti hanno risposto al fuoco, uccidendolo. Anis Amri con sé non aveva documenti.
  • Il poliziotto colpito alla spalla è stato portato in ospedale: le sue condizioni non sono gravi.
  • Dagli accertamenti della Digos, coordinati dal capo dell’antiterrorismo milanese Alberto Nobili si è scoperto che Anis Amri, è arrivato in Italia dalla Francia, in particolare da Chambery, da dove aveva raggiunto Torino. Dal capoluogo piemontese ha preso un treno per Milano dove è arrivato attorno all’una di notte. Infine dalla stazione centrale si è spostato a Sesto San Giovanni, dove ha incrociato i due agenti della volante.
  • 23 Dic 2016 11.12

Il governo italiano conferma che Anis Amri è morto

  • 23 Dic 2016 11.00

Il ministro dell’interno italiano commenta l’uccisione a Sesto San Giovanni di Anis Amri, ritenuto il responsabile dell’attentato di Berlino.