Marino Sinibaldi, il direttore di Radio3, l’ha definita una rivoluzione. Per la prima volta, la maggioranza degli italiani dice che la democrazia può funzionare anche senza i partiti. Lo rivela un sondaggio Demos per la Repubblica. 

Dopo l’anno delle rivolte, il 2012 sarà quello delle elezioni in molti paesi importanti per i destini del pianeta. Sceglieranno i loro presidenti la Francia, la Russia e gli Stati Uniti. Si voterà in paesi strategici come l’Iran, dove è in corso uno scontro al vertice del potere, e il Venezuela, dove Hugo Chávez punta a un terzo mandato. Ci saranno elezioni nei Territori palestinesi, in Algeria, in Corea del Sud (con gli occhi puntati al nuovo leader nordcoreano), a Taiwan e in Messico. In Africa andranno alle urne il Senegal, il Kenya e il Mali. In Cina, infine, dove non si vota, il congresso del Partito comunista rinnoverà a ottobre la sua leadership.

E questo ci ricorda che il modello democratico sarà pure in crisi, e andrà pure ripensato, ma per ora non c’è niente di meglio. E votare in condizioni di vera democrazia è un privilegio riservato a una parte del mondo sempre più grande, ma ancora troppo piccola. 

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