Si dice che il nome Trasimeno venga dall’espressione latina trans minus vide laco, ossia “tra i monti vedi il lago”, che si usava per dare indicazioni a chi andava a Perugia da Firenze. Se, come è probabile, questa definizione non è realistica, è innegabile che comunque il lago Trasimeno, il più grande dell’Italia centrale e il quarto della penisola, faccia la sua comparsa in modo del tutto inatteso lungo la strada che ancora oggi collega la Toscana e l’Umbria.

D’un tratto si vede una distesa dal colore verde-azzurro, ben mimetizzata tra il verde delle colline. Forse a causa della scarsa profondità, il Trasimeno, che negli ultimi anni ha anche sofferto di grave carenza idrica, ha un colore diverso dagli altri laghi. “Trasimeno, il suo lago è un velo argenteo”, scriveva Lord Byron, che sostò in questo luogo durante il suo esilio volontario in Italia.

Il poeta non sarebbe contento di sapere che, secondo uno studio dell’università di Perugia, a causa della sua fragilità e dipendenza dalle acque piovane il lago Trasimeno rischia addirittura di sparire del tutto entro il 2075.

Dal 1995 il lago e il suo comprensorio sono un’area protetta di grande valore naturalistico, storico e artistico. Un luogo speciale, con la sua natura selvaggia ma anche i suoi gioielli medievali semisconosciuti. Come Panicale, per esempio. In questo borgo affacciato sul lago ci sono vari tesori nascosti: Il martirio di san Sebastiano di Perugino, un affresco all’interno dell’omonima chiesa; un teatro del diciassettesimo secolo minuscolo e perfettamente integro; i preziosi ricami del Museo del tulle, che si trova all’interno di una chiesa sconsacrata del cinquecento.

Atmosfera démodé

Il Trasimeno lo si ama per questo: benché da sempre meta di villeggiatura, ha conservato un’atmosfera démodé che lo rende autentico. Prima di tutto perché non sembra essere stato preso d’assalto dal turismo di massa: l’aria spartana di certe trattorie, l’assenza di resort di lusso e i vecchi traghetti di BusItalia che collegano le isole alla terraferma ne fanno una meta per niente esclusiva e relativamente poco frequentata anche in alta stagione.

“L’anima ascolta i tumulti del silenzio”, si legge su una delle targhette di ceramica che costellano le antiche abitazioni dell’Isola Maggiore. In effetti, sulle sponde del lago regna il silenzio: poche barche a vela, rari i kite surf, qualche anatra solitaria vaga davanti alle rive sabbiose. Sull’isola Maggiore è molto facile perdersi e ritrovarsi a camminare da soli in uno scampolo di sentiero sulla sponda del lago. A ricordare che l’isola è stata, secondo I fioretti di san Francesco, un luogo francescano c’è un’orribile statua di bronzo del santo, che qui aveva sostato e meditato durante la quaresima del 1211. L’Isola Maggiore è la più bella delle tre isole del lago, l’unica abitata, e decisamente una tappa imperdibile dell’itinerario.

La regione del Trasimeno la si può girare in diversi modi: in auto, a piedi, in bicicletta, ma anche in Vespa (umbriainvespa.com). Da fare a piedi ci sono alcuni percorsi ad anello, di cui il più interessante è un tracciato più ampio che comprende anche Città della Pieve, Paciano, Panicale e altri borghi leggermente più distanti dalla riva del lago.

Il percorso (consultabile sul sito laviadeltrasimemo.it) è formato da sette tappe, per un totale di 160 chilometri, e ovviamente si può anche decidere di percorrerne solo una parte. È un sentiero facile e piano, perfetto per chi va con il cane al seguito: la stragrande maggioranza delle vie sono sterrate e prive di auto, quindi gli animali possono gironzolare liberi.

Da sapere
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Spiaggette

Le acque calme e poco profonde del lago e le spiaggette dell’isola Polvese, ma anche quelle di Tuoro sul Trasimeno o di San Feliciano, sono un vero paradiso per i cani che amano nuotare, soprattutto fuori stagione o nelle giornate infrasettimanali. L’unica piccola controindicazione è l’obbligo di museruola sui traghetti, almeno per i cani di taglia media e grossa.

Anche la bicicletta è un mezzo ideale: si può percorrere l’anello classico in 4 ore circa, lungo un percorso di settanta chilometri. Si parte da Castiglione del Lago e si va verso Tuoro, si passa Passignano, Magione, San Feliciano e ritorno. Oppure si può decidere di metterci molto di più, facendo soste nei paesi e nei luoghi panoramici, magari per un aperitivo o una torta al testo, la tipica piadina umbra.

Che si vada a piedi, in bicicletta o con altri mezzi, sicuramente vale la pena di fermarsi da Faliero (ma tutti a Magione lo conoscono come “da Maria”), una sorta di enorme mensa con centinaia di tavoli con vista lago. La fila per sedersi è chilometrica, ma scorrevole. Da Maria si mangia – benissimo e a pochissimo prezzo– a qualsiasi ora: a pranzo, a cena, a metà pomeriggio, fino a tarda notte. Sul menù c’è di tutto, ma le specialità della casa sono la torta al testo, la frittura di pesce di lago e la fagiolina del Trasimeno (antico legume locale di piccole dimensioni, burroso e particolarmente saporito).

Per assaggiare il tegamaccio, una sorta di caciucco a base di pesce fresco di lago tagliato a pezzi e cotto in un grande tegame, ma anche altri piatti lacustri rivisitati in modo creativo e insieme essenziale, bisogna andare all’osteria Rosso di Sera a San Feliciano. Andandoci al tramonto si capisce subito l’origine del nome del locale. Per godersi la vista al meglio, si può chiedere un tavolo nella veranda, vicino alle enormi vetrate, che sono praticamente sull’acqua.
Altra sosta con vista mozzafiato è Puntabella, sulla strada che va verso Tuoro sul Trasimeno. Il posto si riconosce dalle sedie a sdraio di paglia sul ciglio della strada e dalla strana forma ad angolo dell’edificio, che lo fa somigliare a una nave. Puntabella è un tapas bar gestito da una squadra di giovani, dove i cocktail sono davvero sorprendenti (il locale è aperto solo nella stagione primaverile ed estiva).

Per i più piccoli

Il lago è una meta molto adatta anche per chi viaggia con bambini e ragazzi. Sono vari i percorsi naturalistici dedicati a loro: da non perdere l’Oasi La Valle a San Savino, uno dei più famosi luoghi per il birdwatching che ci sono nel nostro paese. Si tratta di mille ettari di acque basse e canneti con una grandissima varietà di uccelli: si possono organizzare visite guidate e, se si è in gruppo, si può anche soggiornare a uso esclusivo nella foresteria della casa colonica.

Un altro fiore all’occhiello del Trasimeno è L’isola di Einstein, un festival di divulgazione scientifica abbastanza unico in Europa, che si svolge proprio sull’isola Polvese. Purtroppo l’edizione del 2022 non si svolgerà, ma il festival tornerà nel 2023. In compenso sarà possibile ascoltare molta buona musica al Trasimeno Blues Festival (19-24 giugno) o anche al Moon in June, un’eccellente rassegna musicale che si svolge tra l’Isola Maggiore e Castiglion del Lago dal 18 al 26 giugno.

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