Cultura Schermi
Hope
Hwang Jung-min, Zo In-sung
Corea del Sud 2026, 120’.
Hope (dr)

In una piccola città portuale vicina alla zona demilitarizzata che divide le due Coree, un gruppo di cacciatori trova un bue orribilmente mutilato. Un agente della polizia locale si mette in cerca di quello che immagina essere un animale selvaggio ma che si rivela un mostro furioso. Rifacendosi ai classici film di mostri, mediato da un commento politico e sociale, il film collega il particolare al cosmico intrecciando diversi generi (dal thriller alla fantascienza, passando per l’horror e il film catastrofico). In ogni film di mostri, poi, la credibilità si fonda sull’apparizione della creatura e Hope da questo punto di vista è un capolavoro poetico quanto i suoi numi tutelari, King Kong (1933) e Predator (1987).
Mathieu Macheret, Le Monde

Fatherland
Hanns Zischler, Sandra Hüller
Finlandia 2023, 81’.

Nel 1949 il celebre romanziere tedesco e premio Nobel Thomas Mann (Hanns Zischler), fuggito dai nazisti prima della guerra per rifugiarsi in California, torna in Germania accompagnato dalla figlia per ricevere un premio. Ma sconcerta tutti esprimendo l’intenzione di accettare un secondo premio a Weimar, all’epoca nella Germania Est. Ecco un’inestimabile e raffinata vignetta del passato la cui asciuttezza riesce a stento a contenere il dolore personale e storico dei suoi personaggi. Un film sull’esilio e il tradimento, sull’impossibilità di tornare a casa e di riconciliare i figli di un artista con la loro importanza secondaria.
Peter Bradshaw, The Guardian

El ser querido
Javier Bardem, Victoria Luengo
Spagna 2026, 136’.
El ser querido (dr)

Esteban (Bardem) è un celebre regista, con una filmografia solida e una reputazione da ex ribelle. Per il suo ultimo film decide di scritturare la figlia Emilia (Victoria Luengo). Potrebbe sembrare un atto di generosità, una spinta del padre alla carriera in stallo di Emilia. Ma c’è anche la speranza, forse, che questa occasione possa contribuire a stemperare le tensioni tra i due, incancrenite in tredici anni di distacco. Sorogoyen sceglie di spaziare tra diversi formati, pellicole e stili di ripresa. E all’inizio può spiazzare. Ma poi, anche grazie a un ritmo incalzante e potente, El ser querido si rivela un’opera superba e avvincente, che esplora le fratture generazionali, le divisioni di genere e le profonde cicatrici di un rapporto padre-figlia.
Wendy Ide, Screen International

Paper tiger
Miles Teller, Adam Driver
Stati Uniti 2022, 113’.

Non so che tipo di rapporto James Gray abbia con i suoi fratelli, o se ne abbia, ma nelle sue opere (Little Odessa, I padroni della notte) il legame fraterno assume una portata shake-speariana. In Paper tiger, Irwin (Teller) è un ingegnere, tradizionalista e padre di famiglia, mentre il fratello Gary (Driver) è un ex poliziotto opportunista. Nel 1986 i due si lanciano nel progetto di bonifica del canale Gowanus, a Brooklyn. Gary spera di arricchirsi con gli appalti governativi, mentre Irwin ha una visione più idealistica. In questa tragedia con il ritmo di un thriller Gray ripropone suoi elementi ricorrenti: oltre ai fratelli, c’è la mafia russa e ci sono i quartieri periferici di New York degli anni ottanta. Sembra che il regista stia cercando d’incastrare gli stessi pezzi in configurazioni diverse, tentando di dare forma a un capolavoro ancora incompiuto.
Alison Willmore, Vulture

Histoire parallèles
Isabelle Huppert, Virginie Efira
Francia 2026, 139’.

In questa intrigante saga liberamente ispirata al Decalogo VI di Krzysztof Kieślowski e ambientata a Parigi, Asghar Farhadi intreccia alcuni personaggi in due storie distinte. La prima è quella narrata dallo squallido romanzo della scrittrice guardona Sylvie (Huppert), ispirato dagli sconosciuti che lei spia dalla finestra e immagina incastrati in un sordido triangolo amoroso. Una narrazione parallela mostra cosa accade realmente nella loro vita e che, almeno inizialmente, è meno drammatico. Questa interessante riflessione sulla curiosità, sulla verità e sull’estro artistico è forse un po’ troppo complicata, ma anche grazie al cast risulta avvincente.
Anna Smith, Time Out

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1666 - 22 maggio 2026
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