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Il sospetto jihadista dell’attentato di Lione confessa l’omicidio

L’uomo sospettato di terrorismo per l’attacco del 26 giugno all’industria chimica a sud di Lione, in Francia, ha ammesso di avere ucciso il proprio datore di lavoro dentro la sua macchina, prima di arrivare allo stabilimento di Saint Quentin-Fallavier, dove ha tentato di provocare un’esplosione.

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Identificata la vittima dell’attentato in Francia

È stata identificata la persona decapitata vicino alla fabbrica di prodotti chimici di Saint-Quentin-Fallavier, vicino a Lione: è un imprenditore locale, che secondo fonti investigative è stato ucciso prima dell’esplosione che ha colpito lo stabilimento e ferito due persone. Il suo nome non è stato diffuso.

Nel frattempo è stata arrestata anche la moglie di Yassin Sahli, il presunto attentatore che ha compiuto l’attacco contro una fabbrica di prodotti chimici.

Il premier francese, Manuel Valls, durante una conferenza stampa in Colombia, ha dichiarato che l’attacco di oggi è stato un atto “del terrorismo islamista” e che “la minaccia jihadista resta molto alta”.

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