×

Fornisci il consenso ai cookie

Internazionale usa i cookie per mostrare alcuni contenuti esterni e proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso, consulta questa pagina.

Smantellata una rete terroristica che prendeva di mira diplomatici europei

Najumuddin Faraj Ahmad, conosciuto come il mullah Krekar, all’uscita del carcere di Kongsvinger, in Norvegia, il 25 gennaio 2015. (Audun Braastad, Scanpix/Afp)

La polizia di sei paesi europei ha arrestato 15 persone sospettate di far parte di un gruppo estremista islamico che stava progettando attentati in Norvegia e in Medio Oriente. Sette arresti sono avvenuti in Italia, quattro nel Regno Unito, tre in Norvegia, uno in Finlandia. Secondo le autorità italiane i militanti progettavano di colpire diplomatici norvegesi e britannici in Medio Oriente e alcuni politici in Norvegia, ma non hanno fornito ulteriori dettagli sui potenziali bersagli o sulla tempistica degli attacchi.

Le incursioni, avvenute all’alba del 12 novembre, hanno preso di mira il gruppo Rawti Shax, che secondo la polizia è un gruppo sunnita curdo che punta a rovesciare il governo della regione del Kurdistan iracheno per sostituirlo con un regime regolato dalla sharia (la legge islamica).

I carabinieri italiani hanno condotto l’indagine con le forze di sicurezza di Gran Bretagna, Norvegia, Finlandia, Germania e Svizzera.

“È stata un inchiesta incredibilmente difficile e complicata, cominciata cinque anni fa”, ha dichiarato il procuratore Franco Roberti, capo dell’antimafia in Italia e
dell’unità antiterrorismo.

Sono stati emessi in tutto 17 mandati d’arresto, quasi tutti per curdi iracheni, e 15 sospetti sono stati arrestati immediatamente. Tutti devono affrontare accuse di terrorismo internazionale, hanno spiegato i carabinieri in un comunicato.

Il mullah Krekar contro Charlie

Tra gli arrestati c’è il mullah Krekar, leader del gruppo militante Ansar al Islam. Il mandato d’arresto gli è stato consegnato in un carcere norvegese, dove sta scontando una condanna a 18 mesi per le minacce di morte nei confronti di un curdo e per aver istigato a commettere azioni criminali durante un’intervista televisiva, dopo l’attentato contro Charlie Hebdo.

Krekar è arrivato in Norvegia come rifugiato nel 1991 ed era già stato segnalato come minaccia per la sicurezza nazionale. Tuttavia, le autorità norvegesi non lo possono estradare in Iraq perché non ci sono le garanzie che non sia condannato a morte. Ora a chiedere la sua estradizione potrebbe essere l’Italia.

L’avvocato di Krekar, Brynjar Meling, ha detto all’emittente TV2 che il suo cliente è stato in carcere dall’inizio del 2012 con l’interruzione solo di un mese, senza avere accesso a internet. Secondo gli investigatori italiani, Rawti Shax, che significa “Il nuovo corso “, ha le sue radici in Europa e le sue cellule comunicano via internet fornendo sostegno logistico e finanziario per l’invio di combattenti in Siria e Iraq.

(Traduzione di Stefania Mascetti)

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta sulla Reuters. Clicca qui per vedere l’originale.

pubblicità