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La crisi climatica può causare crolli come quello di Miami

L’edificio crollato a Miami, in Florida, Stati Uniti, 27 giugno 2021. (Alejandra Cardona, Reuters/Contrasto)

Un tetto appesantito dai macchinari edili, con scarsa impermeabilità e costruito in modo inadeguato. Se davvero sono questi i motivi per cui il 24 giugno un palazzo residenziale è crollato in Florida, sarà semplice imparare dagli errori e rafforzare altri edifici. Ma esiste un’altra teoria, molto più preoccupante: la causa del crollo potrebbe essere il mancato adattamento al cambiamento climatico.

Mentre le squadre di soccorso continuano a cercare i sopravvissuti tra le macerie dell’edificio sud delle Champlain towers di Surfside, un sobborgo di Miami, le vittime accertate sono già dieci, e altre centocinquanta persone risultano ancora disperse. Il disastro, che ha provocato la distruzione di 55 appartamenti su 136, potrebbe passare alla storia come il più grave crollo di un edificio negli Stati Uniti negli ultimi vent’anni.

Al momento è presto per stabilire con certezza cosa abbia provocato il crollo, ma una teoria ipotizza che nel corso degli anni il terreno sotto l’edificio si sia spostato. Nel 2020 Shimon Wdowinski, ricercatore della Florida international university, ha pubblicato uno studio in cui ha usato dati satellitari per tracciare l’abbassamento del suolo su cui poggiavano le Champlain towers. Secondo le valutazioni di Wdowinski, dal 1993 al 1999 il terreno sottostante la struttura è sprofondato di quasi due millimetri all’anno. I risultati hanno spinto molti a temere per gli edifici circostanti, ma Wdowinski sottolinea che risalgono a più di vent’anni fa e sono relativi a un’area molto limitata.

Prove dello sfaldamento
Mentre la terra sprofonda, il livello dell’acqua sale. I livelli del mare intorno a Miami si innalzano a un ritmo annuale medio di nove millimetri (quasi il triplo rispetto alla media globale) e le inondazioni sono sempre più gravi e regolari. La presenza di una quantità maggiore di acqua salata nei pressi delle fondamenta, sotto forma liquida o in piccole particelle trasportate dalla brezza marina, può provocare pesanti danni strutturali. Se gli ioni di cloro penetrano nei blocchi di cemento e raggiungono l’armatura d’acciaio, il metallo arrugginisce. Le barre d’acciaio a quel punto si espandono, compromettendo la propria capacità di resistere allo stress e creando crepe nel cemento circostante. Questo processo è noto come sfaldamento.

“Quando si progetta una struttura di cemento in un ambiente marino si parte dal presupposto che la corrosione dell’armatura d’acciaio sarà inevitabile”, spiega Nick Buenfeld, ingegnere dell’Imperial College di Londra. In un rapporto del 2018 sul complesso delle Champlain towers, pubblicato dopo il disastro dalle autorità di Surfside, uno studio ingegneristico indipendente aveva riscontrato abbondanti prove di sfaldamento, anche se insufficienti per suggerire un crollo imminente.

Pur ammettendo che l’ambiente umido e salmastro di Surfside rende più complessa l’attività edile, molti esperti credono che queste condizioni non siano l’unica causa del disastro del 24 giugno.

La posizione costiera, infatti, non è sufficiente a determinare un crollo. “Naturalmente c’è da tenere in considerazione l’acqua salata, ma si tratta solo di uno dei fattori”, conferma Atorod Azizinamini, ingegnere civile della Florida international university.

Detto questo, le mutevoli condizioni climatiche fanno in modo che un numero sempre maggiore di edifici sia esposto a forze ed eventi atmosferici che non erano stati presi in considerazione nelle misure di sicurezza dei progetti. Un rapporto pubblicato nel 2019 dal britannico Institute of mechanical engineers in collaborazione con il Rising seas institute della Florida sottolineava che le infrastrutture globali non sono preparate per l’innalzamento del livello delle acque.

Questo processo provocherà non solo un aumento della corrosione, ma anche un maggiore rischio di inondazioni, interruzioni di servizi vitali e aumento della pressione sulle infrastrutture. Secondo le previsioni l’innalzamento dei mari potrebbe raggiungere i tre metri entro il 2100. Questo significa che è assolutamente necessaria una valutazione più regolare delle strutture in prospettiva di un rafforzamento.

A seconda dell’esito delle indagini, il crollo della Champlain towers south potrebbe dimostrare l’urgenza di questi cambiamenti. Secondo il regolamento locale le strutture come quella crollata devono essere approfonditamente ispezionate 40 anni dopo la costruzione. Le Champlain towers sono state inaugurate nel 1981.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

Questo articolo è uscito sul settimanale britannico The Economist.

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