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La tv per cani e gatti

Elena Eliachevitch, Getty Images

Mostrami la tua cronologia di YouTube e ti dirò chi sei.

A casa mia molti dei video corrispondono in modo quasi irritante a una moderna coppia di Brooklyn sulla quarantina: tuffi nella storia dell’antica Roma, interviste con chef professionisti, spezzoni del programma della tv britannica Taskmaster.

Il video più visto nel nostro appartamento però è qualcosa di molto più curioso: il filmato di un filo di lana trascinato attraverso lo schermo. Il video, creato dal canale YouTube Tv Bini, ha una colonna sonora di cinguettii e dura più di un’ora. Il suo spettatore più fedele? Il nostro gatto di due anni Goose.

Un tempo, quando internet era giovane e felice, i gatti erano le star dei social media, muse dei primi meme e dei primi video virali. Negli ultimi vent’anni però abbiamo fatto progressi e siamo passati dal fare video di gatti (ancora molto popolari, ovviamente) a fare video per i gatti.


YouTube da solo offre più contenuti di quelli che i miei tre animali domestici – due gatti e un cane – potrebbero mai guardare in tutta la loro vita: video di giocattoli e scoiattoli che squittiscono, pesci e palline con piume animati, otto ore di uccelli tipici della Gran Bretagna e ventuno ore di cuccioli che giocano.

Gli utenti del sito di streaming Roku possono scaricare app come Happy Dog tv e Relax my cat. E DogTv, un canale televisivo e servizio di streaming, ha cineoperatori che producono contenuti originali per cani in più di venti paesi, come dichiara il fondatore e responsabile dei contenuti dell’azienda Ron Levi.

È uno sviluppo che sembra al tempo stesso sorprendente e inevitabile, prodotto di una società in cui gli animali domestici sono diventati a tutti gli effetti parte della famiglia e la frammentazione è diventata una caratteristica distintiva dell’ecosistema dei mezzi d’informazione. Le aziende nel settore oggi offrono contenuti di nicchia pensati per soddisfare ogni possibile tipo di spettatore. E perché non quelli a quattro zampe?

Quando ho sentito parlare per la prima volta di DogTv, più di dieci anni fa, è stato facile per me ignorarla. L’idea originale, venuta a Levi nel 2006, era creare un canale che potesse tenere compagnia ai cani che restavano da soli mentre i proprietari erano fuori casa. “L’idea in realtà è aiutarli a sentirsi un po’ più rilassati e meno nervosi”, mi ha detto. All’epoca i canali tv tradizionali la facevano ancora da padrone e al momento del lancio negli Stati Uniti, nel 2013, DogTv era soprattutto un canale via cavo a pagamento, disponibile per 4,99 dollari al mese.

Non ho nemmeno preso in considerazione l’idea di abbonarmi. Certo, anche a me era capitato in sorte un cane velcro (sempre attaccato, deciso a seguirmi ovunque), ma ero anche una scrittrice freelance che trascorreva gran parte delle sue giornate lavorative a casa e avevo non potevo spendere molto per la tv via cavo.

Ma la televisione si è evoluta e anche quella per gli animali domestici. DogTv ha aggiunto un servizio streaming multipiattaforma e una app, offrendo video, molti dei quali gratuiti, per qualsiasi circostanza canina: video per il momento del gioco o per andare a dormire, playlist specifiche per razza, collezioni di video senza cani per cani “reattivi” e altri pensati per far abituare i cani nervosi ai rumori di tutti i giorni.

Al tempo stesso, con l’ascesa dei social media e delle piattaforme video in streaming come YouTube, i creatori di contenuti non avevano più bisogno di avviare un canale televisivo vero e proprio per entrare nel mondo della tv per animali domestici.

Non mi sono resa conto di quanti erano ad averlo fatto o di quanto creativi fossero stati i loro sforzi, finché con mio marito non abbiamo adottato Goose e Juniper, anche lei di due anni, giocherellona e iperattiva. Nella speranza di trovare altri sfoghi per la loro energia apparentemente senza limiti, siamo passati da una convenzionale offerta per il pubblico felino all’altra (uccelli, topi, pesci) per poi imbatterci in un’intera collezione di video di fili.

E anche se i nostri gatti sembrano amare una grande varietà di generi diversi, i video con i fili sono quelli a cui immancabilmente si appassionano di più, saltando e cercando di artigliare i cordini in movimento. Goose in particolare sembra entusiasta, tanto che tutte le volte che sente il caratteristico bip con cui si accende il televisore galoppa in soggiorno e si mette seduto davanti allo schermo in attesa.

I gusti sono gusti

Goose e Juniper a quanto pare sono in ottima compagnia. Il loro video preferito con i fili ha 3,2 milioni di visualizzazioni e il video più popolare di Tv Bini, un topo nero che scorrazza su uno sfondo giallo, ha più di 150 milioni di visualizzazioni.

Eppure questi dati svelano solo quante volte gli umani spingono il tasto play. Ci sono pochi dati su come reagiscano davvero gli animali domestici a tutti questi nuovi contenuti, e su quanto si appassionino (i gatti soprattutto sono molto meno studiati, come al solito).

Una scoperta evidente però è che i contenuti per animali non sono tutti uguali. Un sondaggio recente condotto tra proprietari di cani negli Stati Uniti, per esempio, suggerisce che i cani non siano gran che interessati ai video di veicoli e mostrino un interesse moderato per i video con le persone. Sembrano preferire invece quelli con altri animali, e in particolare una specie.

“Ai cani piace guardare i cani, proprio come agli umani piace guardare gli umani”, ha dichiarato la dottoressa Freya Mowat, oftalmologa veterinaria dell’università del Wisconsin-Madison e autrice della ricerca pubblicata nel 2024. “Il che è abbastanza buffo, a pensarci bene. Di fatto stiamo parlando di soap opera per cani”.

Questo tipo di paralleli ci sono utili fino a un certo punto. Qualche studioso ha suggerito che i cani non sono proprio degli spettatori seriali e la loro attenzione tende a manifestarsi in brevi flash che durano secondi, invece di minuti o ore.

E se noi umani magari sprofondiamo nel divano per rilassarci con le nostre serie tv, i cani sono reagiscono alle loro scodinzolando, abbaiando e correndo verso lo schermo, un comportamento che non necessariamente indica divertimento. “Non sai se significa ‘Ero entusiasta di andare a salutare la cosa che c’era in tv e di annusarle il sedere’ oppure ‘Oddio, è un predatore. Devo attaccarlo prima che attacchi me’”, dice Mowat.

Se potessero parlare
Poter capire cosa dicono gli animali o addirittura dialogare con loro è sempre stato un sogno degli esseri umani. Grazie alle nuove tecnologie alcuni scienziati e imprenditori sono convinti di poterlo realizzare

Gli animali domestici con personalità diverse, inoltre, sembrano reagire in modi diversi. In una ricerca pubblicata l’estate scorsa gli scienziati hanno scoperto che i cani con carattere eccitabile cercavano più spesso di inseguire oggetti, come palline o uccelli, fuori dallo schermo, mentre quelli con carattere più timoroso rispondevano con più probabilità a stimoli non animali, per esempio campanelli, clacson o tuoni.

Nella categoria dei timorosi ho riconosciuto Watson, il mio cane ansioso. Watson non ha mai mostrato molto interesse nella tv, ma sappiamo che scappa fuori dalla stanza quando sente uscire dalla cassa alcuni suoni, come il fischietto di un arbitro.

“Alcuni dei video che guardate potrebbero provocare stress ad alcuni cani”, ha detto Jeffrey Katz, scienziato cognitivista alla Auburn university e autore della ricerca citata. Anche se la tv può essere piacevole per molti cani, ha aggiunto, “non possiamo dare per scontato che valga per tutti”.

Giù le zampe

In effetti, per quanto ad alcuni animali possa piacere la tv per animali domestici, il genere non avrebbe avuto tanto successo se non rispondesse anche agli interessi e ai bisogni di noi esseri umani.

Come mi ha fatto osservare Marek Jancovic, ricercatore in scienze della comunicazione alla Vrije universiteit di Amsterdam, osservare i nostri animali domestici che passano il tempo davanti a uno schermo è a sua volta un nostro passatempo, al punto che i video di animali che reagiscono alla tv sono diventati una categoria a sé stante di video online.

Mettere su un video di otto ore con i canti degli uccelli può inoltre alleviare l’ansia che abbiamo a lasciare da soli i nostri animali domestici, anche se il gatto lo degna appena di uno sguardo di sfuggita.

E a volte, lo confesso, io e mio marito mettiamo i video con i fili per disperazione, quando Goose, che adora anche riportare le cose, non smette di miagolare perché vuole che le lanciamo il suo topo giocattolo per la millesima volta (ho dovuto mettere il video con i fili più di una volta per finire questo articolo).

Eppure a volte ci sentiamo in colpa per aver affidato a uno schermo il compito di intrattenere il nostro gatto. È una dinamica probabilmente familiare per molti genitori di bambini piccoli e su Reddit ci sono già dibattiti su quanto tempo trascorso davanti a uno schermo sia effettivamente troppo per un animale domestico. Vista sotto la luce peggiore, la tv per animali domestici può sembrare quasi distopica, l’ultimo modo per mercificare gli animali, una toppa al fatto che molti animali domestici di oggi si ritrovano spesso soli e con pochi stimoli.

I video pensati per gli animali, però, potrebbero anche essere usati per rafforzare i legami tra persone e animali domestici. Ilyena Hirskyj-Douglas, che dirige il laboratorio sulle interazioni tra animali e computer all’università di Glasgow, ha creato di recente insieme ai suoi colleghi MewTube, una app per tablet pensata per aiutare i visitatori di un cat café a interagire con i suoi abitanti felini mostrandogli dei video per gatti (con risultati altalenanti).

Secondo la dottoressa Hirskyj-Douglas, dei sistemi di comunicazione progettati con attenzione possono inoltre offrire agli animali più “controllo e scelta” sulla loro vita e sugli ambienti in cui si trovano. Una volta, per un altro progetto, ha costruito un home theatre immersivo che il suo cane Zach poteva accendere e spegnere da solo, semplicemente avvicinandosi o allontanandosi dal semicerchio di schermi.

I telecomandi per animali saranno il prossimo passo? La cosa non mi stupirebbe. Se è vero che ci sono ancora molte cose che non sappiamo sul pubblico animale, sembra chiaro che i nostri animali domestici sono spettatori molto selettivi, con preferenze, interessi e gusti specifici, anche se si tratta di preferenze imperscrutabili come un filo.

(Traduzione di Giusy Muzzopappa)

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