Alcuni popolari musicisti statunitensi, tra cui alcuni membri dei Pearl Jam, i R.E.M. e i Roots, hanno sottoscritto un appello in cui chiedono alle autorità statunitensi di avere accesso alla lista delle canzoni usate nel carcere di Guantanamo per torturare i detenuti.
“È vero che la musica della serie televisiva Sesame Street è stata usata per torturare i detenuti a Guantanamo e in altri carceri? È stato così anche per American Pie di Don McLean? E per Born in the U.S.A. di Bruce Springsteen?”, chiede Joe Heim sul Washington Post.
Decine di musicisti hanno sottoscritto il Freedom of information act, preparato dal National security archieve, un istituto di ricerca indipendente con sede a Washington, e hanno chiesto al ministero della difesa di rendere accessibili i documenti che riguardano l’uso della musica negli interrogatori. I detenuti di Guantanamo e di altre prigioni della Cia hanno raccontato di essere stati sottoposti a musica ad altissimo volume più volte al giorno o alla stessa canzone per decine di giorni consecutivi. Se così fosse gli Stati Uniti avrebbero violato le convenzioni delle Nazioni Unite contro la tortura che hanno sottoscritto.
“Il fatto che la musica che ho creato possa essere usata per commettere un crimine contro l’umanità mi disgusta. Dobbiamo chiudere con la tortura e chiudere subito Guantanamo”, ha dichiarato Toni Morello, ex membro del gruppo Rage aganist the machines.
La protesta dei musicisti si è unita a quella dei veterani dell’esercito che chiedono di chiudere il carcere che si trova a Cuba. La pressione dell’opinione pubblica sta crescendo sul presidente Barack Obama a cui viene chiesto di chiudere il carcere entro il suo primo anno di mandato.
La campagna continua anche sui mezzi d’informazione. Le tv e le radio nazionali hanno trasmesso lo spot pubblicitario lanciato questa settimana dalla National campaign to close Guantanamo.
La Casa Bianca ha risposto all’appello dei musicisti ribadendo la volontà di Obama di chiudere Guantanamo e il suo impegno per bandire ogni forma di tortura.









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