Il senso della misura
- 2 settembre 2011
- 09.32
La radio brulica di canzoni piene di parolacce. Dubito che sappia cosa voglia dire, ma non mi piace sentire mio figlio che ulula “fuck you, fuck you”.–Chiara
Immagina la scena: avrò avuto quindici anni e tornavo dalla spiaggia in macchina con un amico e suo padre. Alla radio parte l’ultimo successo di Marco Masini, Vaffanculo, e il papà s’innervosisce. “Questa canzone è volgare”, ma invece di cambiare stazione, decide di abbassare il volume ogni volta che il cantante dice “vaffanculo”. Era un padre autoritario e quindi con un certo gusto per la censura. Ora, il tutto avveniva su una strada contorta che correva lungo uno strapiombo e, ogni volta che il papà allungava il braccio per censurare la parolaccia, la macchina sbandava pericolosamente verso il burrone. I genitori a volte perdono il senso della misura. Non sarebbe stato più facile, e più prudente, cambiare semplicemente stazione?
Tra l’altro è per colpa di reazioni del genere che Masini, qualche anno più tardi, ha sentito il bisogno di regalarci anche Bella stronza. Quando la radio passa canzoni non adatte, cambia vagamente stazione, cercando di non risvegliare in tuo figlio il gusto di infrangere la censura. Ma se si convince che cantare le parolacce sia una figata, fagli fare un giro su YouTube alla voce Masini e fagli vedere come diventa chi canta troppe parolacce.
Internazionale, numero 913, 2 settembre 2011