Come convinco la maestra di mia figlia (4 anni) che non è il caso di insegnare le preghiere a bimbi così piccoli? –Davide

Una volta ho vissuto una situazione simile. Ho portato il modulo d’iscrizione al nuovo asilo delle mie figlie e la maestra mi ha chiesto: “Perché vuole l’esonero dalla religione?”. La domanda rasentava l’illegalità, ma ho spiegato: “Le mie figlie hanno due papà e la chiesa cattolica non è esattamente la nostra migliore amica”. Lei ha insistito, franando in un territorio anticostituzionale: “Capisco, ma a tre anni la religione non è nulla. Sono disegni, canzoncine”.

A convincermi è stato il fatto che sarebbero state le uniche a non farla. “Dovranno stare in corridoio, non abbiamo corsi alternativi”. Mi si è stretto il cuore e ho corretto il modulo. Gli amici hanno protestato: “Dicono a tutti la stessa cosa, e così nessuno si tira indietro”. Ma pochi giorni dopo – segno della volontà divina – al mio compagno è arrivata un’occasione di lavoro in Svizzera, tirandoci fuori da questo impaccio. Comunque una soluzione c’era: la legge italiana prevede che, se ci sono richieste, la scuola è obbligata a organizzare attività alternative alla religione. Lo stesso vale per il tuo caso: sono vietate preghiere, cerimonie e atti di culto in orario scolastico. Cerca altri genitori che la pensano come te e presentatevi dalla maestra in gruppo. L’unione fa la forza.

Internazionale, numero 944, 13 aprile 2012

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