Gideon Levy è un giornalista israeliano. Scrive per il quotidiano Ha’aretz.
I raid israeliani e i razzi palestinesi fanno parte di una spirale di violenze che sembra inevitabile.
Perché Hamas dovrebbe diventare moderato se la reazione israeliana è minacciare Gaza? E perché Abu Mazen dovrebbe essere flessibile se Israele reagisce sempre con un rifiuto?
Nessuno ha mai chiesto agli israeliani perché si può trattare con Hamas sulla sorte di un unico soldato, ma è proibito farlo per il destino di due popoli feriti e sanguinanti
Non c’è accordo senza uno stato palestinese e non c’è stato palestinese senza i confini del 1967. Il secco “no” di Netanyahu, che è il secco “no” di Israele, risuonerà fino in capo al mondo.
L’uccisione di circa 300 civili palestinesi, tra cui decine di donne e bambini, non è un buon motivo per fare un profondo esame di coscienza nazionale? Di chi è la responsabilità?
In questa regione stabilità significa solo conservare lo status quo. Una situazione forse positiva per Israele e l’occidente, ma pessima per milioni di persone che ne pagano il prezzo.
Nell’Israele del 2011 non è più lecito essere di sinistra. Condurre campagne per i diritti umani, opporsi all’occupazione o indagare sui crimini di guerra è diventato illegale.
Se Israele mettesse fine all’occupazione dei Territori e firmasse un accordo di pace con i palestinesi, Teheran perderebbe il suo pretesto più forte per aggredire lo stato ebraico.
La diga è crollata, minacciando di annegare ogni traccia di democrazia. Forse finiremo per ritrovarci in uno stato ebraico, ma di sicuro non sarà uno stato democratico.
Un israeliano ha il diritto di credere che un boicottaggio potrebbe spingere il suo governo a porre fine all’occupazione. Se gli israeliani non pagano un prezzo per l’occupazione, non cambierà nulla.
Immaginate di essere Anat Kam, una giovane soldata israeliana che presta servizio nell’ufficio del comando centrale delle forze armate. E di sentire verità scomode.
Come fanno i brasiliani ad avere un’economia in crescita, il debito sotto controllo e la disoccupazione in calo?