È un giornalista del Washington Post. Seguirà le primarie repubblicane per Internazionale.
Una settimana dopo la dichiarazione di sostegno di Obama al matrimonio gay, un sondaggio del New York Times e della Cbs ha registrato una marcata disapprovazione per la posizione del presidente.
Se nel 2008 Barack Obama aveva imposto la sua candidatura opponendosi alla guerra in Iraq, ora punta sul suo lato più guerrafondaio per essere rieletto.
Se l’inizio del confronto diretto tra Mitt Romney e Barack Obama aveva fatto sperare in una fase più dignitosa della campagna elettorale, la “guerra ai cani” ha mandato in fumo ogni speranza.
Ora che finalmente è il candidato repubblicano in pectore, Mitt Romney può ricominciare a comportarsi da moderato.
Che Mitt Romney sia il favorito alla nomination repubblicana si capisce non tanto dal numero dei delegati, quanto dalle domande che gli rivolgono in campagna elettorale.
Dopo un silenzio ufficiale di quasi un anno, passato a guardare Mitt Romney e Rick Santorum sferrare i loro attacchi al presidente, la campagna elettorale di Barack Obama è ripartita di slancio.
Dopo il Supermartedì, una volta appurato di aver conquistato la maggioranza dei delegati, lo staff di Mitt Romney ha parlato ai giornalisti in un’aula del quartier generale del candidato.
Romney si è salvato a stento da una bruciante sconfitta contro Rick Santorum. Ma la sua vittoria ha il sapore della delusione.
Ci sono un sacco di cose che disgustano i repubblicani in queste primarie.
Non è un buon segno quando Mitt Romney cerca di essere poetico. “Sono contento di essere in Michigan”, ha detto rigido come un pezzo di legno a un comizio a Detroit, nello stato dove è nato.
La settimana scorsa la campagna presidenziale ha fatto un salto nel passato: il dibattito si è spostato dall’economia alla contraccezione.
Nemmeno la domenica del Super bowl è stata risparmiata dalla campagna per le presidenziali.
“Ci sono troppi dibattiti”, ammette l’ex presidente del partito repubblicano in South Carolina, Katon Dawson.
Come fanno i brasiliani ad avere un’economia in crescita, il debito sotto controllo e la disoccupazione in calo?