Cultura Schermi
A cena con il dittatore
Mario Casas
Spagna / Francia 2025, 106’. In sala
A cena con il dittatore (dr)

Alla fine della guerra civile spagnola Francisco Franco vuole offrire un banchetto ai suoi più stretti collaboratori e agli ufficiali di alto rango del suo esercito, nel celebre Hotel Palace di Madrid. Un giovane tenente è incaricato di organizzare la cena, affiancato da un maître eccentrico e da un gruppo di cuochi repubblicani (“i cuochi di Madrid sono tutti di sinistra”) tirati fuori di prigione per l’occasione. A cena con il dittatore, tratto dalla commedia teatrale di José Luis Alonso de Santos, punta a divertire con un umorismo raffinato e attraverso le sue implicazioni politiche parla della Spagna del passato, ma anche di quella attuale e di quella che verrà. Con intelligenza e senza complessi, Gómez Pereira riesce a evitare i tranelli tipici degli adattamenti teatrali. Mario Casas e Alberto San Juan guidano un cast ricco di talento su cui spicca Asier Etxeandia, che deve interpretare un cattivo carico di cliché ma riesce a difendere il suo personaggio con le unghie e con i denti.
Jesús Usero, Acción

Finché morte non ci separi 2
Samara Weaving
Stati Uniti 2025, 108’. In sala
Finché morte non ci separi 2 (dr)

Pochi film hanno affrontato il tema “mangia il ricco” con la gioia folle e sanguinaria di Finché morte non ci separi, in cui una sposina, Grace (Weaving), scopre che i suoceri, la famiglia Le Domas, sono satanisti e il suo primo impegno familiare è sopravvivere a una notte di sangue nella loro sontuosa tenuta. Il secondo capitolo riprende dove finiva il primo, con la nostra eroina viva ma messa piuttosto male. Quando si risveglia in ospedale scopriremo che la famiglia Le Domas è solo uno dei clan che dominano il mondo e sono adoratori di Satana. Ora che la stirpe si è estinta, con la sola Grace rimasta, si è creato un posto vacante nell’organigramma satanico. Per un arcano insieme di regole, tutte le ricche famiglie dovranno riunirsi in un’altra, sontuosa, villa e dare la caccia, sempre per una notte, alla malcapitata Grace. Stavolta almeno avrà al suo fianco la sorella Faith (Kathryn Newton). Questo sequel ripropone molti elementi del film precedente, ma li reinventa in modo da rendere tutto imprevedibile e bizzarro, con qualche tocco di stile, forse superfluo, ma efficace. Bettinelli-Olpin e Gillett trovano un difficile equilibrio tra horror, commedia, crudeltà e pathos.
Alissa Wilkinson, The New York Times

O que arde. Verrà il fuoco
Amador Arias
Spagna 2019, 86’. In sala

La docufiction di Laxe comincia con una delle scene iniziali più belle dell’anno: in una notte buia come la pece, un albero maestoso si erge contro dei bulldozer, quasi a sfidare la distruzione in un ultimo atto di resistenza. In una singola sequenza il regista di Sirāt ipnotizza lo spettatore e definisce il tono estetico del film. Non servono molte parole per capire a cosa stiamo assistendo: la lotta tra gli eterni cicli della natura e il desiderio dell’umanità di domarla e sfuggire alla sua volontà. Amador – un antieroe muto che è tornato a vivere con la madre tra i monti della Galizia dopo aver scontato una condanna per un incendio doloso – è come l’albero. Sempre in piedi, ma incapace di esprimere le sue emozioni. Laxe filma il trascorrere del tempo, esaltando ogni gesto dei suoi personaggi e avvicinandoci all’eterna bellezza della Galizia. Finché un nuovo incendio distrugge ogni cosa in un’altra sequenza mozzafiato.
Yannick Vely, ParisMatch

Un anno di scuola
Stella Wendick
Italia / Francia 2025, 102’. In sala

Al suo secondo lungometraggio, la regista triestina Laura Samani ha dovuto confrontarsi anche con le notevoli aspettative generate dal suo film d’esordio del 2021, Piccolo corpo, e l’ha fatto abbassando i toni. Se il primo era una favola femminista intrisa di realismo magico, mutevole e nebulosa, qui abbiamo una classica storia di formazione su una ragazza svedese che piomba in un istituto tecnico italiano, pieno di maschi. Sotto una superficie patinata, Samani torna a interessarsi ai confini – geografici, politici, linguistici e di genere e a cosa succede quando vengono oltrepassati. Quattro interpretazioni intense di promettenti attori al debutto ci coinvolgono nel cuore della storia.
Lee Marshall, Screen International

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1660 - 10 aprile 2026
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