Cultura Libri
Tutte le canzoni della pioggia ci riconoscono
304 pagine, 19 euro

Questo memoir, il racconto di una donna che ha trascorso l’infanzia tra la Palestina e l’Italia, mostra come i genitori dell’autrice siano riusciti a mantenere vivo un matrimonio amorevole contro ogni previsione. La madre italiana di Sabrin Hasbun, Anna, e il padre palestinese, Rami, s’incontrarono a Firenze, dove lui studiava arte e lei si formava come infermiera. Hasbun ripercorre i primi anni della coppia, il corteggiamento e il matrimonio: il desiderio di “una vita più grande” e l’impegno del padre verso l’arte come forma di resistenza. Oggi residente nel Regno Unito, Hasbun è nata a Ramallah nel 1989, durante la prima intifada. Due anni dopo, nel clima repressivo seguito alla rivolta, la richiesta di permesso di soggiorno presentata da Anna fu respinta e la donna tornò in Italia con i figli. Rami la raggiunse quasi subito. Poi, dopo gli accordi di Oslo del 1993, Rami rientrò a Ramallah per lavorare ai suoi progetti artistici. Hasbun e i suoi fratelli sono cresciuti tra la Palestina e l’Italia, andando a trovare il padre ogni volta possibile. L’autrice esplora come il matrimonio dei genitori sia riuscito a sopravvivere a queste lunghe separazioni. Oltre a fare i conti con la propria identità (“il desiderio di appartenere a un luogo e al tempo stesso di essere altrove”), Hasbun restituisce con efficacia cosa significhi vivere sotto un’occupazione permanente. “La violenza non ti sorprende… cambia solo d’intensità”.
Lucy Popescu, The Observer

La diga
173 pagine, 17,00 euro

Un romanzo scritto a quattro mani da Maylis de Kerangal e Joy Sorman, ambientato attorno a un’immensa diga alpina: ci si sarebbe aspettati un’immersione in un cantiere brulicante di vita, sul modello di Nascita di un ponte di Kerangal (Feltrinelli 2013), oppure un’analisi precisa delle dimensioni politiche dello spazio, come in Gros œuvre di Sorman. Ma l’incontro delle due scritture non produce una semplice somma: genera una fusione, da cui nasce un’opera dal fascino enigmatico. In questo libro si alternano due linee narrative. La prima segue, nell’arco di quattro giorni, l’ingegnere Tomi Motz, la cui missione di controllo presso la diga di Seyvoz si trasforma progressivamente in un’esperienza allucinata. La seconda racconta gli ultimi giorni del villaggio (immaginario) di Seyvoz negli anni cinquanta, prima che sia sommerso dalle acque della diga: un destino che fu realmente quello di Tignes, nel 1952. Questa seconda trama delinea il romanzo che ci si sarebbe aspettati, costruito a partire dal lessico tecnico e dalle esperienze concrete degli operai della diga e degli abitanti del villaggio. Ma l’affresco è frammentario, composto da lampi improvvisi e folgoranti sullo sfondo di una catastrofe inevitabile. Sorman e Kerangal non hanno abbandonato l’indagine sul mondo contemporaneo che caratterizza i loro libri; l’hanno piuttosto deviata, conducendola nei territori dell’inquietante fino a una completa immersione.
Renaud Pasquier, La Croix

Quando tutto è detto
272 pagine, 19,50 euro

La sterlina d’oro di Edoardo VIII è una leggenda della numismatica. Innanzitutto il re infranse il protocollo rifiutandosi di essere raffigurato con il volto rivolto a destra, convinto che il suo profilo sinistro fosse migliore. Inoltre, a causa della sua abdicazione, la moneta non entrò mai in circolazione. Non è chiaro quante di queste monete siano state coniate, ma una di esse compare nel sorprendente romanzo d’esordio di Anne Griffin, in un contesto improbabile: una fattoria nel villaggio irlandese di Rains-ford. Secondo la leggenda sarebbe stata vinta a poker a un valletto di Edoardo VIII ed è diventata il bene più prezioso del proprietario terriero locale, Hugh Dollard, ubriacone e prepotente. Il giovane bracciante Maurice Hannigan ha subìto ripetute umiliazioni da parte del datore di lavoro e del figlio Thomas e quando la moneta viene smarrita durante una lite familiare, Maurice la raccoglie d’istinto e se la mette in tasca. La storia della moneta, e della sua maledizione, la racconta Maurice ormai ottantenne, seduto al bancone del bar dell’antica residenza dei Dollard, nel frattempo trasformata in hotel. Nel corso di una sola serata, nel 2014, Maurice si fa servire cinque bicchieri e propone un brindisi per ciascuno, dando avvio a lunghi monologhi dedicati alle cinque persone che l’hanno segnato.
Alfred Hickling, The Guardian

Corpi e confini
432 pagine, 22,00 euro

Corpi e confini esplora la tensione tra il falso sé e il vero sé che accompagnano le nostre origini e il nostro divenire. Muovendosi avanti e indietro nel tempo, il libro ripercorre la storia personale e familiare dell’autrice, partendo dallo sradicamento del padre palestinese, costretto a lasciare il campo profughi di Deir al-Balah per una città giordana senza nome e poi per la “piccola Palestina” di Gedda, in Arabia Saudita. In esilio, Ziyad resta affascinato dalle grandi illusioni dell’Amreeka celebrate dagli emissari stranieri nella scuola che frequenta. Quando arriva finalmente negli Stati Uniti, la notte di capodanno del 1983, conosce una donna americana cristiana evangelica. La loro relazione sfocia in un matrimonio che si sgretola nel giro di cinque anni. Poco prima che la separazione diventi definitiva interviene il destino e nasce una bambina nos-wa-nos (metà e metà). Sarah viene al mondo dentro la ghourba, l’estraneità di identità molteplici e frammentate.
N.S. Ahmed, The Markaz Review

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1668 - 5 giugno 2026
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