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Dietro le quinte della propaganda russa in Africa

Le bandiere russa e della Wagner nella casa di un leader tradizionale centrafricano, Birao, Repubblica Centrafricana, agosto 2024 (Amaury Falt-Brown, Afp)

Mentre si parla molto dei tentativi russi di reclutamento in Africa di combattenti da mandare sul fronte ucraino come “carne da cannone”, il settimanale sudafricano The Continent si è concentrato su un tema laterale, ma collegato: la persistente influenza della macchina da propaganda creata dall’ex gruppo Wagner per conto del Cremlino, che continua a funzionare a pieno regime in Africa.

Un’inchiesta condotta da un consorzio giornalistico formato tra gli altri da The Continent, iStories, Dossier Center, All eyes on Wagner, Forbidden stories e OpenDemocracy ha esaminato una serie di documenti, per un totale di più di 1.431 pagine in russo, che sono stati inviati in forma anonima alla redazione di The Continent. I documenti sono stati verificati dai partner e rivelano piani strategici, biografie dei dipendenti, rapporti, registri contabili e riassunti delle campagne di disinformazione condotte nel 2024 dalla struttura che ha preso il posto del braccio propagandistico della Wagner, la compagnia di mercenari creata dal defunto Evgenij Prigožin.

Al centro di tutto c’è quella che nei documenti è chiamata la “società”, una rete di esperti incaricata di orchestrare campagne propagandistiche con un budget di più di 7,2 milioni di dollari (da spendere in Africa e in America Latina) per il 2024. Forbidden Stories scrive che “le operazioni, supportate da ingenti risorse finanziarie e dirette dal servizio informazioni estero russo, si estendono dal Mali alla Bolivia, passando per il Sudafrica. Mirano a condizionare l’opinione pubblica e a consolidare gli interessi russi all’estero”. In Africa sono stati presi di mira 22 paesi (dei trenta citati in totale nei documenti), in particolare la Repubblica Centrafricana, il Mali, il Sudafrica, il Niger e l’Angola.

Il funzionamento della propaganda della Wagner in Africa, ricorda Forbidden Stories, era stato svelato in passato da giornalisti come il centrafricano Ephrem Yalike, che dal 2019 al 2022 aveva lavorato per il gruppo. Oggi è fuggito dal paese ed è sotto protezione della Platform to protect whisteblowers in Africa (Pplaf). Yalike aveva raccontato che scrivendo anche solo tre articoli per 50 dollari l’uno, guadagnava più del suo stipendio mensile. Il lavoro consisteva nel trattare argomenti favorevoli alla Russia, promuovere l’operato della Wagner in Africa e raccontare le proteste contro le Nazioni Unite nel suo paese.

La rete per cui lavorava Yalike è ancora presente: secondo The Continent, in tempi più recenti si è riorganizzata con il nome di StratConsult, con sede a San Pietroburgo, sotto la guida di un ex agente della Wagner, Sergei Sergeyevich Klyukin. Nel dicembre 2025 impiegava più di sessanta persone, che pagavano con contanti e criptovalute le campagne propagandistiche africane. La StratConsult è stata ufficialmente chiusa nel novembre scorso, dopo che sono stati svelati i documenti alla base dell’inchiesta. Ma nulla impedisce che possa riapparire sotto altro nome, sottolinea il giornale.

Ma nello specifico di cosa si occupavano? Per Mosca bisognava “fare leva sul risentimento verso le ex potenze coloniali e i loro alleati, in particolare la Francia”, scrive Forbidden Stories. L’obiettivo era minare “l’immagine dei paesi occidentali come partner politici e militari affidabili”, “trasformare il neocolonialismo di Francia, Regno Unito e Stati Uniti in un oggetto di controversia internazionale” e “destabilizzare l’apparato logistico-militare dell’Africom”, il comando militare statunitense per l’Africa. Dopo una fase preparatoria – indagine, mappatura delle persone da coinvolgere, presa di contatti con politici di alto livello, progressiva infiltrazione di opinionisti – le operazioni di destabilizzazione potevano essere amplificate dai mezzi d’informazione locali.

Nel febbraio 2024 nella Repubblica Centrafricana, racconta The Continent, la StratConsult ha speso buona parte di un budget di 150mila dollari per un raduno di una cinquantina di moto che sono andate a picchettare l’ambasciata statunitense il 10 febbraio 2024. L’evento – per quanto bizzarro – era vero, sottolinea il giornale, ma i soldi sono serviti a far uscire un gran numero di articoli a pagamento sulla stampa africana, su siti come il keniano Pulse Live, il ciadiano Alwihda Info, il ghaneano Ghana Web e il sudafricano Savanna News. Il direttore di Alwihda Info ha rivelato che la sua testata ha aumentato la vigilanza sui contenuti a pagamento dopo aver ricevuto una lunga serie di dubbie richieste di pubblicare contenuti scritti da persone che si presentavano come giornalisti africani. Ma dai documenti trapelati emerge che sul sito ciadiano sono usciti almeno 36 articoli pagati dalla StratConsult.

In Burkina Faso, invece, gli agenti russi hanno promosso una serie di manifestazioni antifrancesi per rafforzare la campagna in difesa della sovranità nazionale del presidente Ibrahim Traoré, che è diventato un fenomeno dei social media. O, ancora più sorprendente, i propagandisti russi si sono vantati di aver redatto il nuovo codice minerario del Mali del 2023, con cui lo stato rivendica una percentuale più alta sulla proprietà delle miniere, per “far schizzare fuori dal paese le aziende di paesi nemici”. La controversia più nota che è derivata dall’introduzione delle nuove leggi è stata quella con l’azienda canadese Barrick Gold, che si è risolta solo nel novembre 2025 quando l’azienda ha accettato il nuovo codice e il pagamento di una multa di 430 milioni di dollari per chiudere il contenzioso.

In Namibia, invece, la rete russa ha cercato di minare i partiti dell’opposizione e favorire l’elezione a presidente di Netumbo Nandi-Ndaitwah, la candidata dello Swapo, al potere. Ha fatto circolare una lettera falsa firmata da una deputata britannica, in cui affermava che il Regno Unito stava finanziando un partito di opposizione namibiano. In Sudafrica, invece, la propaganda russa ha attaccato la Democratic alliance (Da), il partito di opposizione che nel 2024 era impegnato a formare una coalizione con l’African national congress. Uno dei tentativi di screditarlo è stato far circolare sui social le immagini di tazze con scritte razziste che sarebbero state ordinate per il compleanno del leader della Da, John Steenhuisen.

Queste campagne di interferenza politica si accompagnano a offensive economiche, nota Forbidden Stories. In Angola il progetto del corridoio di Lobito, una linea ferroviaria per esportare minerali dall’entroterra africano alla costa atlantica, era stato identificato come obiettivo prioritario di una campagna di disinformazione sui finanziatori statunitensi ed europei del progetto. Gli agenti russi rivelavano di aver condotto un’operazione simile in Niger contro l’azienda francese Orano. Secondo i documenti esaminati dai giornalisti, la pressione mediatica ha contribuito alla decisione delle autorità nigerine di revocarle le licenze per lo sfruttamento dei giacimenti di uranio della miniera di Imouraren.

Come fanno notare i reporter del consorzio, i documenti trapelati rappresentano solo un punto di vista sulla realtà, e spesso la loro narrazione dei fatti è ingigantita e parziale. Ma offre comunque uno spaccato inedito su attività che di solito si svolgono nell’ombra.

Questo testo è tratto dalla newsletter Africana.

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