Francesca Sibani

È l’editor di Africa e Medio Oriente di Internazionale.

Francesca Sibani
La diga che avvelena le relazioni tra Egitto ed Etiopia

I lavori sulla diga Grand ethiopian renaissance fanno salire le tensioni tra i paesi attraversati dal Nilo. I negoziati per un accordo sulla spartizione delle acque sono ostacolati dalla retorica bellicosa. Ma davvero scoppierà una guerra? Leggi

Restituire le opere del passato per costruire il futuro dell’Africa

Quanti oggetti artistici rubati ai tempi del colonialismo sono tornati nei paesi africani? Finora molto pochi. Forse è arrivato il momento di accelerare le restituzioni. Leggi

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La bandiera arcobaleno continuerà a sventolare per Sarah Hegazi

Da Beirut al Cairo, le comunità lgbt del mondo arabo sono in lutto dopo l’annuncio della morte di una delle più note attiviste egiziane per i diritti omosessuali. Leggi

I sospetti sulla morte del presidente del Burundi 

Con la scomparsa inaspettata di Pierre Nkurunziza, che aveva minimizzato la minaccia del covid-19 nel suo paese, sono nati dubbi sulla reale causa del suo decesso. Leggi

Come vincere la paura di ammalarsi in aereo

Ci sono alcuni accorgimenti che possiamo adottare per sentirci più sicuri in aeroporto, al gate d’imbarco e in cabina. Leggi

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L’Africa rischia di perdere anni di progressi nella lotta alla povertà

Nel continente la crisi sanitaria è dietro l’angolo, ma quella economica e sociale è già una certezza. Governi e istituzioni internazionali devono agire al più presto. Leggi

È meglio indossare la mascherina quando usciamo di casa?

L’idea che tutti dovremmo coprirci la faccia quando usciamo di casa è sempre più diffusa. Non tanto per proteggere noi stessi, ma soprattutto gli altri. Leggi

Gli elettori sudafricani hanno dato un’altra occasione all’Anc 

Il partito di Mandela ha mantenuto il vantaggio sui rivali, ma per la prima volta in venticinque anni ha ottenuto meno del 60 per cento dei voti. Leggi

Il vincitore congolese che nessuno si aspettava

Il candidato dell’opposizione Félix Tshisekedi è stato proclamato vincitore delle elezioni presidenziali. Ma c’è il sospetto che i risultati siano stati manipolati. Leggi

Lettere a Samira

Tra le tante testimonianze della guerra in Siria, vale la pena di leggere le lettere indirizzate dallo scrittore Yassin al Haj Saleh alla moglie Samira al Khalil, rapita il 9 dicembre 2013. Leggi

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Dai campi profughi nasceranno le città del futuro

Intervista a Kilian Kleinschmidt, l’ex direttore del campo profughi giordano di Zaatari, il più grande di tutto il Medio Oriente. Leggi

L’Africa punta allo spazio

In vari paesi africani sono nati osservatori astronomici, sono stati lanciati satelliti e s’inaugurano programmi spaziali. Queste iniziative, spesso considerate velleitarie, sono utili allo sviluppo del continente. Leggi

La parodia di Israele sui giornalisti ottusi non fa ridere nessuno

Il 14 giugno il ministero degli esteri israeliano ha pubblicato un cartone animato della durata di una cinquantina di secondi che critica la copertura dei mezzi d’informazione stranieri della guerra nella Striscia di Gaza dell’estate scorsa. Nel video, che è una produzione interna del ministero, un giornalista televisivo biondo e dall’accento americano descrive una realtà molto diversa da quella ritratta sullo sfondo. Leggi

Da cosa nasce la caccia allo straniero in Sudafrica

Le vittime dell’ondata di violenze xenofobe che ha sconvolto il Sudafrica nelle ultime due settimane hanno finalmente un volto: quello di Emmanuel Sithole, un mozambicano di 35 anni che viveva nella township di Alexandra, a Johannesburg.  Leggi

I palestinesi di Gaza aspettano ancora gli aiuti

I partecipanti alla conferenza dei donatori organizzata al Cairo avevano promesso 3,5 miliardi di dollari per la ricostruzione degli oltre diecimila edifici danneggiati nel corso dell’operazione militare israeliana Margine protettivo. Ma un rapporto sottoscritto da decine di ong, tra cui Oxfam, Save the Children e Cospe, denuncia che è stato stanziato solo il 26,8 per cento dei fondi previsti. Leggi

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Il jihadismo in Tunisia è una minaccia di lunga data

Il terrorismo non è una novità per le autorità tunisine, che devono farci i conti da ben prima dello scoppio della rivoluzione del 2011. L’attentato al museo del Bardo, rivendicato dallo Stato islamico, ha richiamato subito alla mente quello del 2002 contro la sinagoga della Ghriba, a Djerba, dove l’esplosione di un furgone imbottito di esplosivo uccise 21 turisti. Leggi

Cosa succede nello Yemen

Gli scontri degli ultimi giorni a Sanaa sono l’ultimo capitolo del conflitto regionale tra sunniti e sciiti. Ma anche il risultato di forti tensioni locali, legate alla storia di un paese sempre più importante dal punto di vista strategico. Leggi

Le paure dei tunisini

In Tunisia non sono ancora usciti i risultati definitivi delle presidenziali del 23 novembre che già i due probabili candidati al ballottaggio sono pronti a darsi battaglia. Per il momento l’unico dato ufficiale è quello sull’affluenza alle urne (64,5 per cento). Leggi

Oltre il rompicapo iraniano

A Vienna, nella sede dell’Aiea, comincia una settimana decisiva. Oggi i negoziatori dell’Iran e del gruppo 5+1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito, Francia e Germania) danno il via all’ultima tornata di colloqui sul nucleare iraniano per raggiungere un’intesa definitiva entro lunedì 24 novembre, come previsto dall’accordo di Ginevra di un anno fa. Leggi

Epicentro Gerusalemme

La stampa internazionale parla da diversi anni di una possibile “terza intifada”, prevedendo il suo scoppio in Cisgiordania, tra le comunità palestinesi danneggiate dall’espansione degli insediamenti illegali israeliani. Oggi sembra più probabile che il suo epicentro sarà nuovamente Gerusalemme, la città simbolo dove convergono tutti gli interessi in gioco. Leggi

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