Cultura Schermi
Wild horse nine
John Malkovich, Sam Rockwell
Regno Unito / Stati Uniti / Cile 2026, 118’.
Wild horse nine (dr)

Questo malinconico dramma mascherato da commedia thriller può far pensare a un remake contemplativo del classico di McDonagh, In Bruges. Ancora una volta abbiamo due sicari male assortiti in terra straniera, i protagonisti hanno motivazioni segrete, la lealtà è al centro della vicenda e ancora una volta si ride. Ma questo film è costruito intorno al carisma inquietante di John Malkovich, a cui offre uno dei migliori ruoli della sua carriera. Malkovich interpreta Chris, un veterano della Cia, angelo della morte istituzionale per decenni. Nel 1973, malato e con problemi di memoria, è spedito insieme al suo collega Lee (Rockwell) sull’isola di Pasqua, principalmente perché stia lontano dal Cile sull’orlo del golpe. In ottima forma, McDonagh tenta un difficile gioco di equilibri: ci intrattiene con battute irriverenti e contemporaneamente affida la crescente coscienza del film al personaggio con la lista di peccati più lunga.
Bilge Ebiri, Vulture

Ink
Jack O’Connell, Guy Pearce, Claire Foy
Regno Unito, Francia, Stati Uniti 2026, 116’.

Adattando l’opera teatrale di James Graham, Boyle si addentra nell’inconscio collettivo britannico raccontando il primo anno (il 1969) del quotidiano The Sun sotto la guida del proprietario Rupert Murdoch e del direttore Larry Lamb. O’Connell è superbo nei panni di Lamb, la cui passione per il giornalismo popolare si trasforma in un’arma per vendicarsi dell’establish-ment, mentre Pearce trascende in modo impressionante la caricatura del cattivo da operetta in una sorta di mecenate e complice che non riesce a prevedere la portata del cambiamento che il suo giornale sta per innescare.
Robbie Collin, The Daily Telegraph

Bucking fastard
Kate Mara, Rooney Mara
Irlanda / Stati Uniti 2026, 109’.

Rooney e Kate Mara, per la prima volta insieme sullo schermo, interpretano Jean e Joan Holbrooke, due sorelle che vivono in simbiosi, dividendo ogni cosa, compresi gesti e parole. Partendo dalla storia di Freda e Greta Chaplin, due gemelle di York accusate di aver molestato un tassista, Herzog si lancia in una storia sconnessa e divagante che trova il suo apice quando le ragazze decidono di scavare un tunnel che dalle alture irlandesi le porterà nelle Orcadi. Non sarà tra i migliori film dell’eccentrico regista tedesco, ma è ricco di vignette che rivelano come la sua immaginazione sia più che mai originale e fuori da ogni schema.
Donald Clarke, The Irish Times

15/18 (A place to heal)
Zoé Monpart, Malou Khebizi
Francia 2026, 105’.

Kahn propone un film intenso e tipicamente francese: uno studio realista su un istituto, in questo caso una struttura psichiatrica per adolescenti. La compassione per le ragazze e i ragazzi rinchiusi lì si alterna a un’analisi forense fredda e dettagliata. Al centro della vicenda c’è una sorta di triangolo amoroso che coinvolge Lucia, una ragazza ribelle e sessualmente disinibita, Eloïse, vittima di abusi, più riservata e passiva, ed Enzo, un diciassettenne che ha accoltellato un assistente sociale. Un tentativo di fuga innesca l’atto finale, che sfida i canoni del genere e regala a Eloïse un finale di grande impatto. Un film sentito e di alto livello morale.
Peter Bradshaw, The Guardian

Succederà questa notte
Jasmine Trinca, Louis Garrel, Andrea Lattanzi
Italia / Francia / Spagna 2026, 103’.
Succederà questa notte (dr)

Nel 1989 con Palombella rossa, Nanni Moretti mise a nudo la crisi della sinistra italiana e la sua personale insoddisfazione politica. Il film fu presentato a Venezia, fuori concorso. Dopo 37 anni il regista italiano torna al Lido, stavolta in concorso per il Leone d’oro, mettendo da parte la politica e concentrandosi sulle complicazioni dell’amore. Il giovane Matteo s’innamora di una donna che sta per sposarsi e di cui non sa niente. Per anni sarà ossessionato da lei. Poi un giorno l’incontra di nuovo. Il film rappresenta Moretti nella sua forma più pura e radiosa e ha una leggerezza senza pari nella carriera del regista. La coppia Garrel-Trinca è un dono per gli occhi e lo spirito dello spettatore.
Bruno Ghetti, Folha de S.Paulo

Altro da questo numero
1682 - 11 settembre 2026
Abbonati a Internazionale per leggere l’articolo.
Gli abbonati hanno accesso a tutti gli articoli, i video e i reportage pubblicati sul sito.