Sul palco del Vecchio teatro di Magdeburgo, dove la sera del 6 settembre Alternative für Deutschland (Afd) ha festeggiato la sua vittoria elettorale, sono state proclamate e annunciate diverse cose. Un “mandato a governare”, un “momento cruciale”, perfino una “svolta storica”. Ma nessuno ha osato spingersi più in là della leader dell’Afd, Alice Weidel: “Con Uli Siegmund abbiamo il primo ministro-presidente dell’Afd”. Suonava come se qualcuno avesse appena consegnato le chiavi della cancelleria di stato al candidato di punta dell’Afd. Come se Ulrich Siegmund fosse già a capo del governo in Sassonia-Anhalt.

Ma non è così semplice. Secondo i risultati il 43,8 per cento degli elettori ha votato per l’Afd. Con 39 seggi Siegmund ha così ottenuto il miglior risultato di sempre per il partito. Tuttavia un ostacolo cruciale lo separa dalla carica di ministro-presidente: la maggioranza parlamentare. La domanda, quindi, è: come intende assicurarsi questi voti?

Ospite in un programma tv il copresidente dell’Afd Tino Chrupalla ha annunciato che il partito “offrirà un dialogo a tutti”. Una coalizione con l’Alleanza Sahra Wagenknecht (Bsw, che ha ottenuto il 5,3 per cento dei voti e cinque seggi) è una delle possibilità. Attraverso il suo candidato di punta, Thomas Schulze, la Bsw ha dichiarato di dialogare con tutte le parti, “inclusa l’Afd”. Ha individuato punti in comune, per esempio, sui rapporti con Mosca, ma anche delle divergenze in materia di istruzione e politica economica.

La questione dell’elezione del ministro-presidente del land si sta rivelando problematica. La dirigenza della Bsw sostiene una candidatura indipendente e chiede ai propri iscritti di non votare né per Sven Schulze, dell’Unione cristianodemocratica (Cdu), né per Siegmund. Thomas Schulze ha ribadito questo concetto in un’intervista tv. Tuttavia, quando gli è stato chiesto se i parlamentari potessero decidere liberamente in merito, ha risposto: “Per ora non imponiamo nulla”.

Trattative difficili

La posizione che la Bsw assumerà su questo tema potrebbe diventare particolarmente rilevante se le elezioni del 6 ottobre per la carica di ministro-presidente dovessero andare al terzo turno, dove è sufficiente la maggioranza semplice. La fondatrice della Bsw, Sahra Wagenknecht, ha annunciato che il suo partito potrebbe astenersi.

Ma la Cdu, il Partito socialdemocratico (Spd), i Verdi e la Linke hanno lo stesso numero di seggi dell’Afd. Quindi anche se la Bsw si astenesse, Siegmund non avrebbe automaticamente la maggioranza. Lo stesso Siegmund ha espresso scetticismo riguardo a una collaborazione con la Bsw: “Non fa parte della soluzione, ma del problema”, ha detto in un’intervista, escludendo la possibilità di un governo di minoranza. La Cdu, a sua volta, ha escluso una coalizione o altre forme di collaborazione con l’estrema destra.

Resta da vedere se l’Afd riuscirà a convincere dei singoli parlamentari a cambiare idea. Siegmund ha già accennato a questa ipotesi: “Non so se qualcuno dirà: ‘Basta, questo gioco mi ha stufato’”.

A prescindere dall’esito, nessun politico dell’Afd era arrivato così vicino al potere come Siegmund. Durante la campagna elettorale è riuscito a creare un grande interesse intorno a sé. La gente faceva la fila per farsi fotografare con lui e indossava magliette con la sua immagine. La sua campagna si è basata su un programma particolarmente radicale, perfino per gli standard dell’Afd, e su uno staff di collaboratori con un passato in organizzazioni neonaziste. Inoltre si è concentrato su messaggi più incentrati sulle emozioni che sulla sostanza. Ripeteva costantemente la frase di volere indietro la sua “vecchia e sicura Germania”, anche se il significato preciso di questa espressione resta vago.

Scalata al successo

Nato nel 1990, si è formato come commerciante all’ingrosso e per l’esportazione e ha studiato psicologia e amministrazione aziendale presso un’università online. Nel 2014 ha fondato l’azienda Berlin duftet che vendeva profumatori per ambienti con nomi come “Ufficio fresco”, “Salame e pizza” e “Zuppa di pollo”. La sua carriera politica non è cominciata con l’Afd. Nel 2008 era entrato nella Cdu, passando all’Afd solo sei anni dopo, candidandosi al parlamento regionale. È diventato noto soprattutto grazie ai suoi video sui social media durante la pandemia di covid. Ora ha più di 660mila follower su Instagram e più di 890mila su TikTok. Ha attirato l’attenzione anche per aver partecipato all’incontro in una villa a Potsdam, nel 2024, dove l’estremista di destra austriaco Martin Sellner ha parlato di “remigrazione”.

Durante questa campagna elettorale ha vacillato soprattutto quando la discussione si è concentrata su questioni specifiche. Per esempio quando un giornalista gli ha chiesto perché nel programma dell’Afd l’economia non avesse un peso rilevante. Oppure quando gli è stato chiesto di spiegare come potrebbe funzionare l’assistenza infermieristica senza l’aiuto di coloro che l’Afd definisce “culturalmente estranei” e che, secondo il loro programma, mettono a repentaglio il benessere dei pazienti. O ancora quando gli è stato chiesto di descrivere il significato preciso della campagna d’immagine #deutschdenken (pensa tedesco).

Nei prossimi giorni si chiarirà come Siegmund intenda diventare ministro-presidente. Il leader del partito ha già fissato obiettivi ambiziosi.

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Questo articolo è uscito sul numero 1682 di Internazionale, a pagina 18. Compra questo numero | Abbonati