Il nuovo rapporto Pisa, pubblicato l’8 settembre, rileva che le competenze degli studenti spagnoli in matematica e lettura stanno precipitando in modo allarmante. La Spagna ha ottenuto i risultati peggiori dal 2000, quando è stato istituito il grande esame internazionale organizzato dall’Ocse a cui partecipano 760mila studenti di 15 e 16 anni di 91 paesi.

Ma il peggioramento è generalizzato in tutto il mondo. Secondo il rapporto, la spiegazione è legata alle nuove tecnologie, all’onnipresenza degli schermi, alla crisi della lettura, a una minore partecipazione delle famiglie e alla perdita della capacità di concentrazione. Il fenomeno colpisce perfino paesi che tradizionalmente ottenevano buoni risultati, come il Giappone e la Corea del Sud.

In Spagna alcune criticità erano già state sottolineate durante le proteste dei docenti che hanno segnato la fine del passato anno scolastico e l’inizio di quello attuale. È il caso dell’aumento degli studenti con bisogni speciali senza che siano cresciute le risorse per soddisfarli. Il 40 per cento dei presidi delle scuole in cui si sono svolte le prove rileva una carenza di insegnanti, il 10 per cento in più rispetto alla media.

Il 72 per cento, inoltre, afferma di non avere abbastanza strumenti di supporto, come psicologi, assistenti sociali e specialisti nel sostegno. Se aumenta la diversità, ma diminuiscono i mezzi per sostenerla, il modello di una scuola inclusiva sembra destinato al fallimento. Il rapporto Pisa e i problemi che evidenzia dovrebbero scuotere il sistema formativo, spingendo le amministrazioni e i professionisti coinvolti a mettere da parte gli interessi politici e aziendali per lavorare insieme, in modo da dare una svolta alla situazione. In gioco c’è il bene più prezioso che abbiamo: i cittadini del futuro. ◆ as

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Questo articolo è uscito sul numero 1682 di Internazionale, a pagina 17. Compra questo numero | Abbonati