Come faccio a iniziare mio figlio alle gioie del palato? Ha cinque anni e non vuole assaggiare mai nulla di nuovo. –Daria

Che faccia avresti fatto se, a cinque anni, ti avessero messo sotto il naso uno strano piatto a base di riso e pesce crudo? Eppure non mi stupirei se oggi tu fossi diventata una mangiatrice di sushi. Mettiti l’anima in pace: le gioie del palato si scoprono da grandi, perché durante l’infanzia ci bastano le caramelle, il gelato e il cioccolato. Però imparare a mangiare tutto è fondamentale e quindi non bisogna mollare.

Se la gola non è il punto debole di tuo figlio punta sulle altre passioni: il gioco, gli amici, le gite all’aria aperta. Un bambino a cui non piace la frutta di sicuro ama arrampicarsi sugli alberi per prendere una mela o infilarsi tra i rovi a raccogliere more. E mangia volentieri una “schifezza” come la frittata se è stato lui a sbattere le uova, mettere il sale e versare il tutto in padella. Per non parlare del potere magico dei suoi coetanei.

Il migliore amico delle mie figlie, Anderson, a casa sopravvive con prosciutto cotto e succo di frutta. Ma a pranzo da noi mangia volentieri pasta e ceci, purè di patate o pomodori al riso. “Ma come fai?”, mi chiede sua madre. L’arma segreta sono le mie figlie: loro cominciano a mangiare e Anderson, dopo averle studiate un po’, prende la forchetta e si riempie la bocca di delizie. 

Internazionale, numero 932, 20 gennaio 2012

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