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Giovanni De Mauro

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Famiglia

  • 20 luglio 2012
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Indovina chi viene a cena? è un film del 1967. Katharine Houghton interpreta una ragazza bianca che decide di presentare ai genitori (Spencer Tracy e Katharine Hepburn) il suo nuovo fidanzato (Sidney Poitier), un giovane medico afroamericano.

All’epoca i matrimoni misti erano ancora vietati in diciassette stati americani. In futuro il fatto che oggi due persone dello stesso sesso non possano sposarsi e avere dei figli ci sembrerà assurdo esattamente come ora ci sembra inconcepibile che negli anni sessanta non potessero sposarsi due persone con il colore della pelle diverso.

Il dibattito di questi giorni all’interno del Partito democratico è imbarazzante. Intanto perché non si discute di matrimoni gay, bensì di semplici unioni: è un dibattito che sarebbe povero perfino se fosse tra destra e sinistra. Invece è tutto interno al partito che per primo dovrebbe tutelare i diritti delle minoranze.

Ma il dibattito è imbarazzante anche perché dimostra una volta di più lo scollamento con la società civile. La scorsa settimana il magazine popolare Oggi aveva in copertina Francesca Vecchioni, figlia del cantante Roberto, fotografata con la compagna e le loro due gemelle. Il titolo era: “Noi siamo una famiglia”.

Mentre il Partito democratico si accapiglia sulle virgole di un documento che deve stabilire se pronunciarsi o meno a favore del riconoscimento delle semplici unioni civili tra persone dello stesso sesso, in Italia le persone parlano dei figli delle coppie omosessuali, cioè di qualcosa che non solo dà per scontata l’esistenza delle coppie gay, ma ne riconosce anche il diritto a procreare. Nessuno chiede a Rosy Bindi di cambiare la sua idea di famiglia, ma solo di lasciare che altri possano averne una diversa.

Internazionale, numero 958, 20 luglio 2012

Indovina chi viene a cena? è un film del 1967. Katharine Houghton interpreta una ragazza bianca che decide di presentare ai genitori (Spencer Tracy e Katharine Hepburn) il suo nuovo fidanzato (Sidney Poitier), un giovane medico afroamericano.

All’epoca i matrimoni misti erano ancora vietati in diciassette stati americani. In futuro il fatto che oggi due persone dello stesso sesso non possano sposarsi e avere dei figli ci sembrerà assurdo esattamente come ora ci sembra inconcepibile che negli anni sessanta non potessero sposarsi due persone con il colore della pelle diverso.

Il dibattito di questi giorni all’interno del Partito democratico è imbarazzante. Intanto perché non si discute di matrimoni gay, bensì di semplici unioni: è un dibattito che sarebbe povero perfino se fosse tra destra e sinistra. Invece è tutto interno al partito che per primo dovrebbe tutelare i diritti delle minoranze.

Ma il dibattito è imbarazzante anche perché dimostra una volta di più lo scollamento con la società civile. La scorsa settimana il magazine popolare Oggi aveva in copertina Francesca Vecchioni, figlia del cantante Roberto, fotografata con la compagna e le loro due gemelle. Il titolo era: “Noi siamo una famiglia”.

Mentre il Partito democratico si accapiglia sulle virgole di un documento che deve stabilire se pronunciarsi o meno a favore del riconoscimento delle semplici unioni civili tra persone dello stesso sesso, in Italia le persone parlano dei figli delle coppie omosessuali, cioè di qualcosa che non solo dà per scontata l’esistenza delle coppie gay, ma ne riconosce anche il diritto a procreare. Nessuno chiede a Rosy Bindi di cambiare la sua idea di famiglia, ma solo di lasciare che altri possano averne una diversa.

Internazionale, numero 958, 20 luglio 2012

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