Nelle ultime settimane la moda “emo” è diventata un argomento di grande attualità in Iraq.

Alcuni attivisti per i diritti umani hanno portato la questione all’attenzione del parlamento dopo l’uccisione di alcuni giovani emo, presumibilmente da parte di milizie sciite. Alcuni leader religiosi hanno emesso delle fatwa che condannano questi omicidi. Ma a Baghdad, nel quartiere di Al Sadder, ci sono delle liste appese ai muri con scritti i nomi di almeno cinquanta emo uccisi da cosidetti mujahidin.

Secondo un’organizzazione per i diritti umani, le vittime dell’ultimo mese sono 72.

“Ma chi sono questi emo? Che aspetto hanno? Ne avete visti in giro?”. Con uno dei miei reporter, siamo andati in giro per la città a intervistare la gente.

“Sono omosessuali. Sì, ce ne sono due nella mia scuola. Sono belli come donne”.

“Non ho mai visto un emo, ma ho sentito dire che sono come vampiri”.

“Sono adoratori di Satana: è per questo che si disegnano dei teschi sul collo”.

“Non credete a queste voci. Sono ragazzi gentili, solo un po’ emotivi e tristi. Alcuni si suicidano perché il mondo è troppo violento”.

Di quindici persone che abbiamo intervistato solo una era a favore degli omicidi: “Gli emo avvelenano la società, e in particolare i giovani”.

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