Non ci sono solo Julija Timošenko e gli Europei di calcio a turbare il sonno di Viktor Janukovič. Parola della regista Marianna Kaat, il cui documentario Pit N°8 è stato vietato in Ucraina.
“Mi scusi, ma qui non c’era un museo sull’emigrazione?”. “Sì, però ha chiuso, ora c’è il museo della pirateria. Vuole un biglietto?”.
Invitereste a parlare a una conferenza l’ex direttore del Fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn? Qualcuno al Parlamento europeo l’ha fatto. E se n’è pentito.
Oggi il Parlamento europeo ha ricevuto oltre 2,4 milioni di firme contro ACTA. Alcune petizioni sono più memorabili di altre.
Invitato a Strasburgo, il presidente del consiglio è intervenuto in seduta plenaria. Molti applausi, ma non solo. E intanto Garry Kasparov…
La dura vita dei lobbisti laici a Bruxelles.
“Pensa che un tempo facevo fatica a realizzare la rassegna stampa sull’Ungheria, oggi invece…”. Intervista su un paese molto chiacchierato a Bruxelles.
Quindici candidati, tre categorie, ancora poche ore per votare. L’attesa ormai è insostenibile: chi sarà eletto “belga dell’anno”?
Da due giorni un quartiere di Bruxelles è teatro di proteste e arresti. Si chiama Matonge, come un quartiere di Kinshasa. E, come Kinshasa, aspetta i risultati delle elezioni presidenziali congolesi.
A quanto pare il Belgio avrà un governo. Ma non è detto che sia Elio Di Rupo a guidarlo.
Dell’importanza di voltare ogni tanto le spalle all’attualità.
“Ci sono le statue e ci sono i piccioni, e io sono un piccione”. Parola di Bert Kruismans, l’unico umorista fiammingo noto anche a chi fiammingo non è.
Per la prima volta dal 1979 il Belgio avrà un primo ministro francofono. E per la prima volta nella storia sarà anche omosessuale e figlio di immigrati.
Sul volo Bologna-Bruxelles la voce di Amadou & Mariam s’intreccia alle immagini del festival di Internazionale. Dopo tre giorni adrenalinici, che effetto farà tornare nel regno della flemma politica?
Era una mostra di design quasi come le altre. Se si eccettuano la polizia, i manifestanti e i due tipi della sicurezza che sbarravano l’ingresso.
Da ieri mattina è in corso quello che potrebbe essere l’inizio della fine della crisi belga. Ma l’attenzione generale è rivolta altrove.
In un palazzo del centro di Bruxelles 24 rifugiati pachistani sono in sciopero della fame da due settimane. Chiedono di essere regolarizzati. Possibile che debba morire qualcuno per far reagire le autorità?
C’è una categoria che non invidio affatto in questo periodo: i cronisti politici belgi.
Il 2 luglio Bruxelles ha perso uno dei suoi testimoni più preziosi. Si chiamava Marcel Hastir e aveva da poco compiuto 105 anni.
Prima della caduta di Mubarak l’elenco dei divieti in Egitto era lungo. Così lungo e opprimente che la regista Amal Ramsis gli ha dedicato un documentario.
Come fanno i brasiliani ad avere un’economia in crescita, il debito sotto controllo e la disoccupazione in calo?