Cultura Suoni
Nine Inch Noize
Nine Inch Noize al Coachella (Christopher Polk, Billboard/Getty)

Tra le esibizioni incredibili del Coachella di quest’anno una in particolare ha rubato la scena: i Nine Inch Nails e Boys Noize sotto la tenda Sahara del festival sono stati titanici. È stata l’evoluzione naturale delle collaborazioni fra Trent Reznor e il dj tedesco per le colonne sonore di Challengers e Tron: Ares. Elettronica spietata, industrial e un erotismo irrequieto hanno trasformato questo gruppo in qualcosa di singolare e distinto, anche considerando i loro cataloghi finora. L’album conserva lo spirito di questa esibizione, mischiando live e studio, affermandosi come un lavoro collaborativo compiuto e affascinante. Vessel è un torrente di digitalismo esplicito e distorto, She’s gone away sembra un rave alla fine dell’universo, mentre Parasite ribolle di rabbia in mezzo al caos elettronico. Reznor ha dichiarato che il progetto è pensato come un’esperienza occasionale. Forse resterà un momento unico nelle carriere dei due musicisti, ma visti i risultati preferisco sperare di no. Nell’album non ci sono semplici remix o rivisitazioni ma uno spirito unico, un bagliore ardente che risplende così intensamente da rendere visibili i panorami della California perfino qui da Londra.
Robin Murray, Clash

Nocturnal consolations
Iztok Koren e Raphael Rogiński (Dr)

La musica del chitarrista polacco Raphael Rogiński e del polistrumentista sloveno Iztok Koren si esprime come un esercizio di ascolto attento e ad alta definizione. In un mondo sovraccarico di stimoli, Nocturnal consolations segue una logica di sottrazione: l’intensità nasce dalla precisione. Ogni gesto e vibrazione restano sospesi, e il senso emerge solo nelle relazioni tra i suoni. Il linguaggio di Rogiński raggiunge una forma quasi cristallina, evidente in The spirit is becoming a desert. Il suo stile oscilla tra ricostruzione ed erosione, attingendo a tradizioni ebraiche, mediorientali ed est europee, ma destabilizzandole. Le melodie si sviluppano con microvariazioni e derive, senza virtuosismo. La tensione nasce dal controllo. Koren trasforma lo spazio sonoro con strumenti diversi, dal sintir alle percussioni. Attriti e vibrazioni rendono il suono fisico, aggiungendo una dimensione materica. La collaborazione tra i musicisti intreccia due traiettorie che s’incontrano e si separano continuamente. Questa musica rappresenta un processo in cui il folk si dissolve e si ridefinisce. Silenzio e microtoni hanno un ruolo centrale, creando uno spazio senza centro. Più che un album, Nocturnal consolations è un ambiente da abitare: non offre significati chiari, ma invita a costruirli, evocando un tempo sospeso e universale.
Ula Nowak, The Quietus

Prophecy. Musiche di Tüür, Kõrvits e Vasks

È stata definita la “principessa della fisarmonica”, ma Ksenija Sidorova è una regina a pieno titolo: ambasciatrice mondiale della fisarmonica contemporanea, protagonista di prime assolute di grande livello, capace di aprire gli occhi – e le orecchie – a chi continua a pensare che il suo strumento serva solo per la musica popolare. Questo è il suo terzo album per la Alpha ed è il primo in cui la musica contemporanea è protagonista di tutto il disco. Il programma è decisamente baltico, estone e lituano, per la precisione. Da un lato, Erkki-Sven Tüür e Tõnu Kõrvits, estoni come il direttore, Paavo Järvi; dall’altro, il grande Pēteris Vasks, lettone come Sidorova. L’opera di Tüür, Prophecy, è quella che dà il titolo al disco, un concerto per fisarmonica e orchestra ispirato alla figura ancestrale del veggente: un’inarrestabile esibizione sinfonica in cui la fisarmonica è specchio e riflesso di tutti gli altri strumenti. Poi arrivano le Dances di Kõrvits, ancora ipnotiche, ma in chiave più onirica. Il gran finale è la trascrizione di Klusuma auglis di Vasks, un arrangiamento audace ma convincente in cui la fisarmonica e un vibrafono assumono la parte del coro. Wow!
Pablo del Pozo, Scherzo

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1662 - 24 aprile 2026
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