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L’estrema destra guida la protesta contro le misure di distanziamento

Durante una protesta contro le misure per contenere la diffusione del covid-19 a Berlino, 8 maggio 2020. (Filip Singer, Epa/Ansa)

Lo scorso fine settimana, a Monaco, su un cartello mostrato da un manifestante, campeggiava la scritta “Corona ist Fake”, il covid-19 è un’invenzione. A migliaia di chilometri di distanza, nella piazza dei tre poteri di Brasília, altri manifestanti denunciavano il “fake virus”, mentre a Milano un manifestante solitario mostrava un cartello per denunciare una “tirannia”.

In diversi paesi le proteste contro l’isolamento e le restrizioni coinvolgono decine e a volte centinaia di persone, spesso troppo numerose rispetto ai limiti imposti nei luoghi pubblici e ancora più spesso sprezzanti di qualsiasi distanza di sicurezza.

I più chiassosi sono ovviamente gli statunitensi armati del Michigan, che il mese scorso hanno assediato il parlamento per chiedere la fine dell’isolamento. Negli Stati Uniti continuano a moltiplicarsi le manifestazioni, soprattutto negli stati che rifiutano di mettere fine al blocco.

Una miscela di motivazioni
Questi casi, evidentemente, sono molto diversi da quelli dei lavoratori indiani o nigeriani, pagati alla giornata e finiti nella miseria più totale a causa dell’isolamento.

Alcune persone pongono problemi economici reali, come i piccoli imprenditori che manifestavano qualche giorno fa in Polonia o il miliardario Elon Musk, che ha fatto ripartire la produzione di Tesla contro il parere delle autorità della California.

Durante le manifestazioni in Michigan sono stati scanditi slogan antisemiti

Ma in realtà le persone convinte che i danni economici e sociali dell’isolamento siano superiori a quelli della pandemia (e dotate di argomentazioni valide) non sono necessariamente le stesse che scendono in piazza a manifestare.

Oggi in tutto il mondo si contano più di quattro milioni di malati e circa trecentomila decessi dovuti al covid-19. Non accettare queste cifre è ormai inammissibile. I manifestanti, però, trovano le loro motivazioni in un mix di strumentalizzazioni politiche, teorie complottiste e in un individualismo ostinato che non intende rispettare le istruzioni dello stato.

In Germania i partiti politici, dai verdi alla destra conservatrice, hanno denunciato la strumentalizzazione di questa “febbre antisolamento” da parte dell’estrema destra. Il leader dei verdi ha criticato la retorica antidemocratica dei manifestanti, che accusano qualsiasi politico di essere una “marionetta” di Bill Gates o di George Soros.

La stessa situazione si ripresenta negli Stati Uniti, dove alcune registrazioni pubblicate dal quotidiano britannico The Guardian evidenziano il ruolo delle milizie di estrema destra nel movimento antisolamento. Tra l’altro durante le manifestazioni in Michigan sono stati scanditi slogan antisemiti.

Questi gruppi usano tutte le teorie del complotto che convergono verso la contestazione della scienza, dal movimento antivaccini alla tesi secondo cui il virus sarebbe stato generato dal 5G. A questo si aggiunge l’ostilità diffusa nei confronti degli “esperti”, come dimostrano gli attacchi contro Anthony Fauci, l’epidemiologo che contraddice regolarmente Donald Trump.

A quanto pare durante la pandemia la disinformazione e la manipolazione sono più attive che mai, nonostante sia in gioco la salute di tutti noi.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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