Cultura Suoni
My days of 58
Bill Callahan (Bill McCullough)

“È importante non trattare la tua scialuppa di salvataggio come uno yacht”, canta Bill Callahan in Pathol O.G.. È uno dei suoi tipici versi, che ti colpiscono subito ma un’ora dopo non ti sai spiegare perché. Non è una critica, bensì una precisazione su quanto Callahan rifiuti le frasi a effetto buone giusto per finire su un adesivo. I dischi del cantautore statunitense ci chiedono invece di perdercisi dentro. Ogni canzone potrebbe essere un sentiero accidentato in mezzo a una foresta. In My days of 58 Callahan è intenso ed enigmatico come non mai, in una fase della vita in cui sa che i tramonti che vedrà saranno meno di quelli che ha già visto. Il suo baritono risuona mentre riflette su come i brandelli di esperienze passate possano incastrarsi tra loro. Il musicista ha descritto questo lavoro come “un album da salotto”. E se è facile immaginarlo con i suoi musicisti seduti su dei divani, è altrettanto sorprendente pensare a quanto movimento riescano a creare. Callahan intraprende tutte le strade, anche se le soluzioni appaiono remote. Per un uomo che una volta cantava “Ho cominciato a raccontare la storia senza conoscerne la fine”, quello che conta non è tanto ciò che lo aspetta, quanto il fatto di aver fatto il primo passo.
Matt Melis, Paste Magazine

Kiss all the time. Disco, occasionally
Harry Styles (Laura Jan Coulson)

Come si addice a una star globale dalle possibilità infinite, Harry Styles appare nei luoghi più glamour del mondo. Ha corso una maratona a Berlino, si è precipitato in piazza San Pietro per assistere alla presentazione del nuovo papa ed è spuntato in un ristorante giapponese a Naas, in Irlanda. L’ex One Direction ha cercato ispirazione sempre più lontano. Il suo quarto album, Kiss all the time. Disco, occasionally, è stato preceduto da riferimenti agli LCD Soundsystem e a Vini Reilly dei Durutti Column. Come David Bowie, Styles ha scelto Berlino per registrare il disco. Ma il risultato ricorda Lodger: pieno di buone intenzioni, ma con uno stile che fatica a trovare una vera anima. Va riconosciuto a Styles il merito di aver convinto il mondo di essere un artista serio, anche quando la musica non sempre lo dimostra. Brani come Aperture, il primo singolo, mostrano ambizione. Tuttavia l’effetto è più un elegante pastiche che una dichiarazione artistica profonda, tra elettronica rétro e riflessioni leggere. Il paradosso è che Styles appare magnetico sul palco, ma questa aura emerge raramente nei dischi: un’icona pop da playlist che aspira alla grandezza, senza però raggiungere una vera sostanza.
Alexis Petridis, The Guardian

The complete Warner Classics recordings
Andrej Gavrilov, piano: con orchestre e artisti vari warner classics

Questa integrale delle registrazioni di Andrej Gavrilov per la Emi (1977-1989) ci mostra il ritratto di uno dei pianisti più vulcanici della seconda metà del novecento. Svjatoslav Richter disse che era “probabilmente il miglior pianista della sua generazione” e qui i due condividono l’integrale della suite di Händel, una delle testimonianze più belle di questa edizione: la vitalità, la chiarezza e la serenità del gesto sono meravigliose. E il suo Bach unisce rigore, fluidità e freschezza. I compositori russi sono l’altro successo indiscutibile. L’album dedicato a Skrjabin si esprime con sobria introspezione, una caratteristica rara per Gavrilov. Di Rachmaninov abbiamo soprattutto dei Moments musicaux incendiari e un terzo concerto con Riccardo Muti: gli archi della Philadelphia Orchestra sono sontuosi, la direzione è minuziosa e il solista è su di giri. Il Tema e variazioni di Čajkovskij è memorabile, come Islamey di Balakirev. In Prokofev la tecnica d’acciaio del giovane pianista e la sua precisione diabolica fanno fuoco e fiamme. Il repertorio romantico è più discontinuo. Passato questo periodo, purtroppo la tendenza di Gavrilov all’esagerazione e all’aggressività hanno prevalso: un motivo per ritrovare qui un genio del pianoforte.
Bertrand Boissard, Diapason

Altro da questo numero
1655 - 6 marzo 2026
Abbonati a Internazionale per leggere l’articolo.
Gli abbonati hanno accesso a tutti gli articoli, i video e i reportage pubblicati sul sito.