Cultura Schermi
Mio fratello è un vichingo. The last viking
Mads Mikkelsen, Nikolaj Lie Kaas
Danimarca / Svezia 2025, 116’. In sala
Mio fratello è un vichingo (dr)

Anker (Kaas) torna in libertà dopo aver scontato quindici anni di carcere per una rapina. Seguendo le sue istruzioni, il bottino del colpo è stato seppellito dal fratello Manfred (Mikkelsen), affetto da disturbo della personalità. Anker spera di recuperare il denaro, peccato che Manfred ora vuol essere chiamato John, è convinto di essere John Lennon e dice di non sapere dove sono i soldi. La prima parte del film è frenetica e divertente, anche se è chiaro che il disturbo di Manfred è usato per scopi comici, cosa che potrebbe dare fastidio a qualcuno. Il resto della storia si svolge nella grande casa d’infanzia dei due fratelli, isolata nel bosco, trasformata in un b&b dai nuovi proprietari. E verso la casa convergono tutta una serie di personaggi, compreso un ex complice di Anker, anche lui in cerca dei soldi, e i componenti di una band di amici di Manfred. Sono personaggi tipici del cinema di Jensen: sulla carta sembrano il risultato di una serie di assurdità messe insieme a caso, ma la sceneggiatura e le interpretazioni li rendono credibili, anche se l’universo in cui vivono è più esasperato, violento e cupamente comico della realtà.
Boyd van Hoeij, Screen International

Ti uccideranno
Zazie Beetz, Patricia Arquette
Stati Uniti / Sudafrica 2025, 94’. In sala

Zazie Beetz dev’essere esausta. Non solo si è allenata quattro mesi per interpretare Asia Reaves in Ti uccideranno – un’ex detenuta che si fa strada a colpi di spada in un lussuoso hotel di New York per salvare la sorella – ma ha anche dovuto reggere l’intero film sulle sue spalle. La sua interpretazione è geniale, e la commedia d’azione, horror e comica di Kirill Sokolov si basa interamente sul suo magnetismo. Peccato che il regista abbia offerto all’attrice poco più di una casa delle bambole insanguinata in cui scorrazzare. L’hotel è un rifugio maledetto in cui agli abitanti è concessa l’immortalità in cambio di sacrifici umani. Le vittime sono scelte tra le donne più vulnerabili della città. Visto che questi demoni non possono morire, vedremo Asia farli a pezzi più e più volte. Il risultato è un film tutto forma e niente sostanza.
Clarisse Loughrey, The Independent

Un poeta
Ubeimar Rios
Colombia / Germania / Svezia 2025, 120’. In sala

A sessant’anni, il fragile e goffo Oscar è un poeta colombiano che dopo il successo giovanile ha coltivato una grande opera mai portata a termine. Vive con la madre a Medellín, separato dalla ex moglie e dalla figlia, che lo considerano una figura patetica. Ha la tendenza a ubriacarsi e a declamare versi per strada. Disperato, si rassegna a un lavoro “normale” e diventa insegnante. Quando scopre che una delle sue studenti, Yurlady, scrive poesie molto belle, la candida per un importante premio. Un malinteso, tanto divertente quanto terribile, trasformerà Oscar in un Buster Keaton dell’ipocrisia culturale. Realizzato in due mesi, con attori non professionisti, Un poeta è un film grezzo e crudo, eppure riesce a raccogliere i suoi frammenti taglienti con sobrietà, umorismo e delicatezza.
Hervé Aubron, Le Monde

Peaky Blinders. The immortal man
Cillian Murphy, Rebecca Ferguson
Regno Unito / Francia / Stati Uniti 2026, 112’. Netflix
Peaky Blinders. The immortal man (dr)

Nessuno sa trasmettere angoscia e sofferenza come Cillian Murphy. Ed è un’abilità che sfrutta pienamente in questo intenso spin-off della serie tv sui gangster di Birmingham, scritta da Steven Knight. Nel pieno della seconda guerra mondiale, il carismatico boss Tommy Shelby (Murphy) si è ritirato per scrivere le sue memorie nella sua fatiscente casa di campagna, dove è tormentato dalle visioni dei suoi cari perduti. A Birmingham, il figlio illegittimo Duke (Barry Keoghan), nuovo boss dei Peaky Blinders, terrorizza le strade di Small Heath e dintorni. Aggiungete a tutto questo il cinico simpatizzante nazista interpretato da Tim Roth e un complotto per orchestrare una vittoria tedesca, e avrete tutti gli ingredienti per un finale grandioso, sfrontato e spavaldo della storia della dinastia Shelby.
Wendy Ide, The Observer

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1658 - 27 marzo 2026
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