Cultura Schermi
Dracula
Adonis Tanta, Gabriel Spahiu
Romania 2025, 170’. In sala

Con il suo Dracula, Radu Jude esplora le possibilità di collaborazione tra uomo e intelligenza artificiale (ia). All’inizio sfilano una serie di avatar del vampiro generati dall’ia che poi si esibiscono in un cabaret erotico a tema. Questo carosello è interrotto da cortometraggi introdotti da un alter ego del regista, che spiega come ha usato la tecnologia per crearli. Affascina l’estrema bruttezza dell’estetica prodotta dall’ia, come il modo in cui Jude mescola reale e artificiale per prendere di mira i suoi bersagli abituali (capitalismo, religione, comune senso del pudore, tradizioni romene, turismo). Certo tre ore sono lunghe, considerati l’umorismo grezzo e la natura ripetitiva del film.
Bruno Deruisseau, Les Inrockuptibles

Pecore sotto copertura
Hugh Jackman, Nicholas Braun
Irlanda / Regno Unito / Germania / Stati Uniti 2025, 109’. In sala
Pecore sotto copertura (dr)

Balda dirige un chiassoso gregge di attori in carne e ossa e pecore create digitalmente in un curioso incrocio tra Babe, maialino coraggioso e Il club dei delitti del giovedì. In un ameno villaggio inglese, il pastore George (Jackman) alleva le sue pecore per la lana e deve difenderle dagli imprenditori agroalimentari locali che puntano alla sua terra e alla carne degli ovini. Le cura meticolosamente e ogni sera le intrattiene leggendogli romanzi polizieschi. Quando la comunità è sconvolta da un omicidio, le uniche in grado di risolverlo sono proprio le pecore. È tutto molto buffo se si riesce a superare lo scetticismo per gli animali digitali parlanti.
Peter Bradshaw, The Guardian

Manas. Sorelle
Jamilli Correa
Brasile 2024, 101’. In sala

In un angolo di paradiso perduto (una palafitta nel cuore della foresta amazzonica), la vita apparentemente tranquilla di Marcielle, 13 anni, è tormentata da interrogativi inquietanti, alimentati da una madre sfuggente e un padre che lei credeva protettivo. Questo racconto romanzato è stato reso possibile dalle testimonianze di famiglie decise a rompere il silenzo sugli abusi sessuali subiti dalle ragazze più giovani, con la connivenza di una chiesa evangelica che spinge a ignorare ogni trauma. Il film è valido ma si sforza un po’ troppo di essere bello, di risultare appetibile per un pubblico internazionale.
Clarisse Fabre, Le Monde

Noi due sconosciuti
Lisa Loven Kongsli
Danimarca / Lettonia / Norvegia / Lituania / Finlandia 2025, 100’. In sala
Noi due sconosciuti (dr)

La giornalista Edith (Lisa Loven Kongsli), decisa a diventare madre, ricorre alla donazione del seme. Anni dopo comincia a chiedersi se alcuni comportamenti del figlio siano un’eredità del donatore. Scoperta la sua identità, con il pretesto di realizzare un servizio su di lui e la sua azienda, lo contatta e intraprende una sorta di “indagine sulla personalità”. Ovviamente finirà per sconvolgere la vita di tutte le persone coinvolte. Il film affronta il tema dell’essere un genitore single in modo tutt’altro che banale, tirando in ballo non solo la biologia, ma anche la psicologia e il discorso del privilegio, del lusso di poter ricorrere all’inseminazione artificiale e anche di porsi tutta una serie di domande che persone provenienti da classi meno abbienti non potrebbero mai permettersi. Malik Berkati,J:mag

The sea
Muhammad Gazawi, Khalifa Natour
Israele 2025, 93’. In sala

Khaled (un bravissimo Muhammad Gazawi) ha 12 anni, vive in un villaggio palestinese ed è entusiasta di partecipare a una gita scolastica durante la quale vedrà il mare per la prima volta. Al confine, la polizia israeliana si accorge che il suo permesso di viaggio non è valido. Khaled non si scoraggia e si unisce a un gruppo di immigrati che vogliono attraversare clandestinamente il confine con Israele e raggiungere il mare. Questo film a basso budget, semplice ma incisivo, è piuttosto critico nei confronti delle forze armate israeliane e ha sorpreso la scelta di presentarlo all’Oscar (anche se poi non ha avuto la nomination).
Frank J. Avella, The Contending

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1664 - 8 maggio 2026
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