Cultura Schermi
Romería. Il mare dei ricordi
Llúcia Garcia
Spagna / Germania 2025, 115’. In sala
Romería (dr)

Dopo il racconto corale di Alcarràs (2022), Carla Simón torna a una vena più direttamente autobiografica. Marina (Llúcia Garcia), protagonista di Romería, sembra raccogliere il testimone di Frida, la bambina protagonista di Estate 93 (2017). Se lì bisognava aspettare la fine perché la piccola orfanella cominciasse a fare domande sulla morte della madre, la diciottenne Marina si avvicina al clan paterno con lo spirito di un’investigatrice. Anche suo padre è morto di aids, ma lei non l’ha mai conosciuto, né lui né la sua numerosa famiglia. Simón rende molto bene la posizione paradossale di una cugina e nipote che atterra in un mondo al tempo stesso estraneo e familiare. Zie e zii danno ognuno la sua versione della complicata vita del padre, anche se quasi tutti loro tacciono sulla sua malattia. Così la famiglia, soggetto d’elezione per Simón, diventa un luogo di non detti. E se l’autrice prende sempre le parti dei bambini, o degli adolescenti come in questo caso, è per mostrare da vicino gli inganni degli adulti, quasi sempre murati dietro il conforto del silenzio e della loro quotidianità. Ma questa volta Simón abbandona il presente del suo personaggio per immergersi in un flashback onirico nella vita dei genitori di Marina. La storia d’amore e di dipendenza del padre e della madre non è più qualcosa di insondabile. Ma se questo flashback, oltre che un atto terapeutico, può sembrare un po’ artificioso rimane la ragion d’essere del film, ponendo l’attenzione prima di tutto su sensazioni, emozioni e sentimenti precisi e testimonia la voglia di guardare più intensamente dentro la storia.
Marin Gérard, Cahiers du Cinéma

La cronologia dell’acqua
Imogen Poots
Francia / Lettonia / Stati Uniti 2025, 128’. In sala
La cronologia dell’acqua (dr)

Chiunque conosca l’intrigante e volutamente eccentrica carriera da attrice di Kristen Stewart concorderà che il suo debutto alla regia è perfettamente in linea con il personaggio. Adattato da Stewart dal poetico “anti-memoir” di Lidia Yuknavitch e interpretato da una sensazionale Imogen Poots nei panni di Lidia, La cronologia dell’acqua è un’immersione profonda in temi come l’abuso sessuale ed emotivo, la dipendenza, le relazioni tossiche e gli impulsi autodistruttivi. Non è un film facile da guardare, ma questa celebrazione di una femminilità poco attraente – di corpi che trasudano sangue e dolore – si adatta bene a Stewart, che è sempre stata attratta da donne che rifiutano di conformarsi ai canoni della società. L’infanzia di Lidia è di quelle che lasciano cicatrici, l’abuso sessuale è sottinteso eppure straziante. Le violenze emotive invece sono mostrate in tutta la loro cattiveria. In cerca di vie di fuga, Lidia passa dal nuoto agonistico allo studio universitario dove però sprofonda nell’alcol e nelle droghe. Tutto ciò fa sembrare il film molto più lineare e convenzionale di quanto non sia in realtà. Si tratta di un’opera cinematografica ricca di idee audaci e creative che annuncia le serie ambizioni autoriali di Stewart. La star di Twilight ha scelto con acume i suoi collaboratori, ma il punto di forza è l’interpretazione straordinaria di Imogen Poots che mette in luce un conflitto aperto e interiorizzato, rendendolo immediato e comprensibile.
Wendy Ide, The Observer

Disclosure day
Emily Blunt, Josh O’Connor
Stati Uniti 2026, 145’. In sala

Sicuramente ben lontano dagli standard incredibilmente elevati che l’autore si è prefissato, il ritorno di Steven Spielberg alla fantascienza si colloca nella fascia media della sua filmografia, anche se impreziosito dalla presenza di Emily Blunt e da un paio di sequenze d’azione che pochi altri sarebbero in grado di realizzare. La favolosa Blunt continua la sua serie di successi nei panni di Margaret, meteorologa televisiva di Detroit, la cui vita prende una svolta bizzarra, comincia a parlare russo e a emettere suoni misteriosi. Daniel (O’Connor), esperto di sicurezza informatica, ha informazioni sull’esistenza degli alieni rubati a una sinistra agenzia governativa che ora lo tallona. Il legame tra Margaret e Daniel è il fulcro di un film che si concentra non tanto sulla verità, ma su cosa succede quando qualcuno la tira fuori e la condivide con il mondo intero.
Phil de Semlyen, TimeOut

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1669 - 12 giugno 2026
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