Cultura Suoni
Almost waking
Mabe Fratti (Melissa Lunar)

Quando si esibisce da solo, Bill Orcutt è un chitarrista imprevedibile e magnetico, capace di passare da momenti di straordinaria delicatezza a intense esplosioni sonore. Ma è soprattutto nelle collaborazioni che emerge la sua versatilità: il suo linguaggio musicale, turbolento e melodico al tempo stesso, è sempre riconoscibile. Per questo l’incontro con Mabe Fratti, cantante, compositrice e violoncellista del Guatemala residente a Città del Messico, appare quasi inevitabile. I due condividono un approccio aperto alla sperimentazione e una sensibilità artistica complementare. Nato da uno scambio d’idee durato quasi un anno, Almost waking raccoglie otto brani che fondono folk da camera, improvvisazione e ricerca timbrica. Le melodie sospese del violoncello di Fratti dialogano con le trame di Orcutt in un equilibrio tra accessibilità e avventura. Brani come e The heaven of our misery rivelano una sorprendente immediatezza, mentre i pezzi cantati aggiungono una dimensione contemplativa. Il risultato è un album che suona come una conversazione tra due musicisti lontani geograficamente, ma sintonizzati sulla stessa frequenza creativa.
Jeff Terich, Treblezine

Pond,
Terrestrials
Pond (Dr)

Per il loro undicesimo album, i Pond sono entrati in studio con una lista quasi monastica di proibizioni: niente distorsioni con il pedale fuzz, niente ballate e niente roba alla Pink Floyd. Volevano tornare alle basi; eliminando i fronzoli, quello che viene fuori è proprio quel senso di angoscia che il quintetto di Perth ha passato gran parte della carriera a mascherare con le paillettes. Emersi dallo stesso ambiente dei Tame Impala e dopo aver fatto meno successo dei loro colleghi, con Stung! del 2024 hanno cominciato a prendersi delle rivincite. Terrestrials ha dieci brani, molto più minimalisti del solito, e rappresenta uno sforzo decisivo nell’affrancarsi dall’ombra ingombrante di Kevin Parker. La band abbraccia il rock australiano degli anni ottanta con un po’ dell’eyeliner nero dei Sisters of Mercy e dei Magazine. Il brano di apertura Skyworks dà il tono generale con un ritmo coinvolgente e tinte psichedeliche che invitano ad abbassare i finestrini, mentre il testo racconta una storia inquietante su una crisi climatica sempre più incombente. Ma arrivati all’ultimo terzo del disco, il riff di chitarra ripetuto in vari momenti sembra più un tic che un motivo ricorrente. È il prezzo che paga una band che ha rinunciato ai gesti grandiosi ma che a volte a non riesce a uguagliare il passato.
Jon Negroni, Slant

Tveitt: sonata per piano n.29, melodie

Geirr Tveitt (1908-1981) scrisse più di trenta sonate per pianoforte. Nessuno può dire con certezza quante, perché il compositore perse circa l’ottanta per cento dei suoi manoscritti – la maggior parte dei quali non era stata pubblicata né copiata – in un incendio che distrusse la sua casa nel 1970. La sonata n. 29, detta Sonata etere (1945-46), è l’unica sopravvissuta. È un’opera magnifica e occupa un posto speciale nel repertorio norvegese. Costruita attorno a due temi che si rincorrono per tutta la sua durata, cattura l’attenzione, dal preludio relativamente breve In cerca di, passando per il movimento centrale Tono etereo in variazioni, fino al finale scintillante, Tempo di pulsazioni. Leif Ove Andsnes la conosce da decenni, ma solo durante il lockdown si è sentito in grado di affrontare le sue sfide tecniche e intellettuali. Esistono solo sei registrazioni della sonata. La conoscenza che Ands­nes ha della sonata è impareggiabile (la registrazione dello stesso Tveitt è un caso a parte) e la sua interpretazione è di riferimento. I brani di accompagnamento sono melodie popolari che presentano un aspetto più leggero della personalità del compositore. Questo è un album quietamente meraviglioso.
Guy Rickards, International Piano

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1671 - 26 giugno 2026
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