Cultura Schermi
Il testamento di Ann Lee
Amanda Seyfried
Regno Unito 2025, 130’. In sala
Il testamento di Ann Lee (dr)

Mona Fastvold e Brady Corbet, il dream team di The brutalist, sono tornati con un dramma storico ancora più ambizioso (diretto da Fastvold e scritto insieme dalla coppia). È la biografia di Ann Lee, la britannica fondatrice degli shaker, una setta di quaccheri del settecento nota per un culto estatico e movimentato (da cui il nome). A Manchester, la giovane Ann prova disgusto per i mali della fornicazione e trova rifugio nella religione. Una visione psichedelica e i contrasti con il clero locale la convincono a fuggire in America. Lì, in una terra selvaggia, tra bigotti armati fino ai denti e feroci tradizionalisti timorati di dio, si autoproclama la seconda incarnazione di Cristo. Pessima idea. Il film si prende incredibilmente sul serio e finisce involontariamente dalle parti dei Monty Python. Gli abitanti di uno squallido villaggio del New England, delusi quando scoprono che un’eclissi solare non è l’apocalisse, sembrano usciti da Monty Python e il sacro graal.
Kevin Maher, The Times

L’isola dei ricordi
Jasper Billerbeck, Laura Tonke
Germania 2025, 93’. In sala

Nanning (Billerbeck) è un orgoglioso membro della gioventù hitleriana che si trasferisce con la madre e i fratelli da un’Amburgo devastata dai bombardamenti sull’isola di Amrum, nella Frisia settentrionale. Con la guerra agli sgoccioli la madre entra in depressione. Non si alza più dal letto e pretende di mangiare solo pane bianco con burro e miele. Il ragazzo si lancia in piccole avventure quotidiane per procurarsi gli ingredienti, che gli aprono gli occhi sulla realtà. Akin ha adattato e diretto la sceneggiatura autobiografica del suo amico e mentore Hark Bohm, che a 86 anni non ha avuto la forza di realizzare il suo ultimo film. All’inizio L’isola dei ricordi può sembrare un po’ insipido, ma poi si viene conquistati dalla mancanza di pretese e dai bellissimi paesaggi naturali.
Bianka Piringer, Kino-Zeit

Keeper. L’eletta
Tatiana Maslany
Stati Uniti / Canada 2025, 99’. In sala
Keeper (dr)

Se Oz Perkins ha uno tratto distintivo è quello di prendere i cliché dei film horror e farli propri, distorcendoli e plasmandoli in immagini che sono al tempo stesso familiari e provocatoriamente insolite. A ogni film (ne ha fatti dieci negli ultimi cinque anni) la sua sensibilità si fa più evidente e quello che può sembrare un pigro ricorso a luoghi comuni diventa un veicolo per un perfido senso dell’umorismo. Malcolm (Rossif Sutherland) sta portando la fidanzata Liz (Maslany) nel suo remoto chalet per un finesettimana romantico, ma è evidente che qualcosa non torna. Il disagio iniziale aumenta al loro arrivo nei boschi. E quando lui insiste perché lei mangi almeno una fetta della torta al cioccolato lasciata lì dal custode della casa, ogni spettatore sano di mente avrà capito che Malcolm non è così innocuo come sembra. Tatiana Maslany è incredibilmente convincente e ha una padronanza assoluta del tono del film. Mescolando effetti speciali e digitali Perkins crea dei mostri tanto disgustosi quanto commoventi. Il loro ruolo nel finale non può non conquistarvi. Un horror divertente e stravagante con un tocco di girl power.
Jeannette Catsoulis, The New York Times

Lady Nazca. La signora delle linee
Devrim Lingnau
Germania / Francia 2025, 99’. In sala

Damien Dorsaz è rimasto profondamente colpito dalla vita di Maria Reiche (1903-1998). Questa archeologa tedesca, che il regista incontrò brevemente nel 1996 durante un viaggio in Perù, è famosa per il suo lavoro d’identificazione e conservazione delle figure di Nazca. Duemila anni fa, questa civiltà antenata degli Inca scolpì opere monumentali direttamente nel terreno: geoglifi raffiguranti animali o lunghi solchi che si estendevano per diversi chilometri, a rappresentare il deserto peruviano. È nel confronto dell’archeologa con l’immensità del deserto che Dorsaz crea il vero soggetto di Lady Nazca. Il ritratto di una donna che ha trovato il suo posto, lontano dal tumulto dell’epoca, nel silenzio di uno dei luoghi apparentemente più inospitali del mondo, meravigliandosi della sua bellezza.
Boris Bastide, Le Monde

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1656 - 13 marzo 2026
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