La disinfestazione dalle zanzare che trasmettono il virus zika nel quartiere Imbiribeira di Recife, nello stato brasiliano di Pernambuco, il 26 gennaio.
  • 28 Gen 2016 17.18

Dodici cose da sapere sul virus zika

28 gennaio 2016 17:18

Il numero di paesi, in America, che stanno registrando casi di contagio del virus zika, trasmesso dalle zanzare, è salito a ventidue, più del doppio rispetto a un mese fa, secondo la Panamerican health organization (Paho). In Europa ci sono stati casi di zika in sei paesi, tra cui l’Italia.

L’epidemia sta colpendo vaste zone dell’America latina e dei Caraibi ed è verosimile che si diffonda in tutti i paesi del continente americano, a eccezione del Canada e del Cile, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Il virus zika è stato isolato per la prima volta in Uganda nel 1947 e non è stato individuato in America fino al 2014. In Italia sono stati registrati nei mesi scorsi quattro casi di contagio, in tutti i casi si trattava di uomini che erano stati in viaggio in Brasile.

La malattia si presenta generalmente in forme piuttosto leggere ma la Paho, la sezione dell’Oms in America latina, sostiene che potrebbe essere all’origine di alcuni danni cerebrali registrati nei neonati in Brasile.

Dodici cose da sapere sullo zika:

  1. Il virus dello zika provoca dei sintomi leggeri come eruzioni cutanee, febbre, dolori ai muscoli e alle articolazione, che durano fino a sette giorni. Le persone colpite dallo zika non hanno bisogno di cure ospedaliere.
  2. Il virus dello zika si diffonde attraverso la puntura di zanzare Aedes, le stesse che trasmettono il dengue, la chikungunya e la febbre gialla. Non esiste alcun vaccino per lo zika.
  3. Non ci sono prove che lo zika in America possa essere mortale, secondo la Paho, ma sono stati riportati casi sporadici di complicazioni più serie che hanno portato alla morte di persone che avevano già altre malattie o disturbi.
  4. I ricercatori brasiliani e quelli dell’Oms sostengono che esistano prove sempre più chiare che legano lo zika e la microcefalia, un problema neurologico che fa nascere i bambini con teste e cervelli più piccoli della norma, ma i dati sulla possibile trasmissione dello zika da madri infette ai loro bambini durante la gravidanza o il parto “sono pochi”, sostiene la Paho.
  5. Nel nordest del Brasile, si è verificato un aumento importante di neonati microcefali. Il ministero della salute brasiliano ha dichiarato negli ultimi dieci giorni sono stati registrati 360 nuovi casi di microcefalia tra i neonati, e il numero complessivo è arrivato a 3.893.
  6. Il Brasile ha il più alto tasso d’infezione da zika, seguito dalla Colombia. Epidemie dello zika sono state registrate anche in Ecuador, Salvador, Guatemala, Haiti, Honduras, Messico, Panama, Paraguay, Porto Rico, Suriname, Venezuela.
  7. Il ministero della salute colombiano sostiene che lo zika abbia già contagiato 13.500 persone nel paese e quest’anno potrebbero esserci fino a 700mila casi.
  8. In Colombia, si calcola che circa cinquecento bambini nasceranno microcefali, secondo il presidente colombiano Juan Manuel Santos.
  9. Il ministero della salute colombiana ha avvertito le donne di cercare di non rimanere incinte per i prossimi sei o otto mesi per evitare possibili rischi legati al virus.
  10. La Giamaica non ha confermato la presenza di casi di zika ma il ministero della salute ha raccomandato alle donne di non rimanere incinte per i prossimi sei-dodici mesi. Il Salvador ha consigliato alle donne di evitare gravidanze fino al 2018.
  11. A gennaio il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti ha avvertito le donne incinte di evitare di visitare 14 paesi, in America latina e nei Caraibi, colpiti dal virus.
  12. Solo una persona su quattro colpita dallo zika sviluppa dei sintomi e in molti casi il virus non viene registrato, il che rende difficile appurare le vere dimensioni dell’epidemia in America. Secondo la Paho non esistono statistiche affidabili sul numero di casi nella regione. Secondo i rapporti provenienti dai paesi colpiti, la Paho stima che siano stati registrati almeno 60mila casi sospetti di zika, nonostante si ritenga che il numero esatto di casi sia molto più elevato.

(Traduzione di Federico Ferrone)

Questo articolo è stato pubblicato dall’agenzia Reuters.

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