• 30 Set 2017 11.56
30 settembre 2017 11:56

“Volevo raccontare la guerra in modo emotivo, non intellettuale. Volevo qualcosa di diverso da quello che si può leggere in un giornale”. Milica Zec, regista del cortometraggio in realtà virtuale Giant racconta al Festival di Internazionale il progetto di cui Winslow Porter è co-autore e produttore.

Giant è la storia di una famiglia – padre, madre e figlia – costretti a rifugiarsi in uno scantinato per sfuggire ai bombardamenti della guerra. Per non spaventare la bambina, i genitori decidono di non dirle la verità e le raccontano che all’esterno c’è un gigante che vuole giocare.

Il progetto non è esclusivamente un’esperienza immersiva; il messaggio che veicola è forte. “La nostra intenzione era creare una situazione che si svolgesse nel futuro, senza dare un nome al luogo; abbiamo scelto una famiglia statunitense per poter avvicinare gli occidentali ad un’esperienza di questo genere” prosegue Zec, che è cresciuta in Serbia durante il conflitto civile degli anni ‘90 e ha utilizzato molti dei suoi ricordi durante la fase di produzione.

Nell’esperienza virtuale non esistono i limiti dati dall’inquadratura: lo spettatore viene coinvolto totalmente nell’esperienza. Spiega Porter: “il regista in un certo senso cede una parte del controllo sull’opera allo spettatore, che diventa sceneggiatore, regista, cameraman e protagonista della storia”.

La VR secondo Zec apre la strada a numerose opportunità perchè si interseca con diversi ambiti: i co-autori di Giant hanno presentato il progetto durante festival del cinema e conferenze tecnologiche; all’interno di musei ma anche in ambienti attivisti. “La cosa interessante è che la VR permette di essere ogni volta qualcosa di diverso, di vivere ogni volta qualcosa di differente” aggiunge Porter. I co-autori stanno lavorando ad un altro progetto di realtà virtuale, “Tree”, sul tema del cambiamento climatico, in cui lo spettatore diventa un albero.

Giant è stato presentato per la prima volta al Sundance Film Festival ed è sostenuto dalla Fondazione Pianoterra. E’ possibile assistere alla proiezione di Giant nella piazzetta S. Anna fino alla conclusione del Festival.

Silvia Pavanetto, studentessa del Master di Giornalismo e Comunicazione scientifica dell’Università di Ferrara, volontaria all’ufficio stampa del festival

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