Epidemie Diciassette persone sono morte a causa di un virus legato a una forma di polmonite simile alla Sars che ha contagiato più di 500 persone in Cina. Pechino, attraverso la Commissione nazionale della sanità, ha confermato alcuni casi di contagio tra esseri umani. Il nuovo coronavirus potrebbe provenire dagli animali selvatici e avrebbe avuto origine in un mercato a Wuhan. L’Organizzazione mondiale della sanità ha invitato gli stati a rafforzare i controlli per evitare la diffusione del virus. La Sars causò la morte di 774 persone tra il 2002 e il 2003. Nella foto: Pechino
Piogge Le piogge che hanno colpito lo stato di Espírito Santo, nel sudest del Brasile, hanno causato alluvioni e frane in cui sono morte sei persone.
Neve Una forte nevicata ha paralizzato i trasporti nella provincia di Terranova e Labrador, nell’est del Canada. L’esercito ha inviato duecento soldati per partecipare alle operazioni di soccorso.
Incendi Una serie di intensi temporali, in alcuni casi accompagnati da grandine, hanno spento la maggior parte degli incendi che nelle ultime settimane avevano devastato l’est e il sud dell’Australia. Nel frattempo, una missione speciale ha permesso di salvare dalle fiamme una riserva che ospita gli ultimi esemplari al mondo di pino di Wollemi, un albero preistorico scoperto nel 1994.
Terremoti Un sisma di magnitudo 6 sulla scala Richter ha colpito la provincia indonesiana di Papua, senza causare vittime.
Tempeste Quattro persone sono morte nel passaggio della tempesta Gloria sulla Spagna.
Valanghe Quattro alpinisti sudcoreani e tre nepalesi risultano dispersi dopo essere stati travolti da una valanga sull’Annapurna, in Nepal.
Locuste Le Nazioni Unite hanno lanciato l’allarme per un’invasione di locuste che minaccia le coltivazioni in Etiopia, Somalia e Kenya.
Meteoriti Il cratere Yarrabubba (nella foto), in Australia, si è formato 2,2 miliardi di anni fa e potrebbe essere il più antico del mondo. La struttura, dal diametro di circa 70 chilometri, è stata creata dalla caduta di un meteorite. Il cratere era già considerato uno dei più antichi presenti sulla Terra, ma una recente analisi delle rocce ha permesso di datare con precisione la sua formazione. Secondo Nature Communications, in quel periodo l’area era ricoperta dai ghiacci. L’impatto potrebbe quindi aver proiettato nell’atmosfera grandi quantità di vapore acqueo, modificando il clima del pianeta.
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Questo articolo è uscito sul numero 1342 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati