Chi resta fuori
dal decreto cura Italia
◆ Ho apprezzato molto l’articolo di Roberta Carlini (internazionale.it) da cui emerge un aspetto importante di quest’emergenza. Mi sento chiamata in causa dalle sue parole: sono una giovane ricercatrice italiana, appena laureata, che aveva ricevuto una proposta di borsa di ricerca all’estero, al momento rimandata a causa dell’emergenza per il Covid-19. E come me si trovano in questa situazione moltissime altre persone: soprattutto giovani, borsisti, assegnisti, lavoratori saltuari, che non saranno inclusi nel decreto cura Italia. È forse ora che il governo prenda coscienza della nostra esistenza?
Chiara G.
Torri deserte
◆ Tra le immagini dell’ultimo numero (Internazionale 1350), mi hanno colpito molto “La rinuncia”, in cui un gruppo di indigeni mbyà guaranì in Brasile ha dovuto abbandonare l’occupazione di un terreno a favore di una società immobiliare che vuole costruire un complesso residenziale di novecento appartamenti, e il portfolio “Torri deserte”, sulle città satellite costruite in Iran per i più poveri, dove “mancano ospedali, parchi e scuole”. Stiamo distruggendo habitat naturali, quindi beni più che comuni, calpestando la vita dei loro abitanti e custodi, per sostituirne l’indescrivibile biodiversità con foreste di cemento in cui occultare alla vista i meno poveri tra i più poveri.
Elena G. Monguzzi
Alziamoci
e andiamo via
◆ Avrei molto apprezzato leggere uno o più articoli sull’assegnazione del premio César a Roman Polanski, sul suo film e sulle polemiche che il premio ha suscitato. Invece mi sono trovata davanti a un pezzo di Virginie Despentes (Internazionale 1348) che non ha nulla a che fare con gli articoli che ci aiutano a capire cosa succede nel mondo. Le parole della scrittrice, ribollenti di emotività e gonfie di retorica, non aiutano a capire né le motivazioni di chi ha premiato Polanski né quelle di chi a quel premio si è ribellato. Sono un’orgia compiaciuta e ridondante di frasi a effetto, un esercizio di oratoria, cui l’uso delle parolacce alternato a quello di un linguaggio vagamente “politico”, dovrebbe conferire l’apparenza della spontaneità.
_Mariolina Bertini _
Errata corrige
◆ Su Internazionale 1350 a pagina 21 la città di Wuhan si trova nella provincia dello Hubei, mentre la città di Wenzhou in quella dello Zhejiang.
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Questo articolo è uscito sul numero 1351 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati