Un ingegnere aeronautico romeno e la moglie infermiera si trasferiscono con i loro cinque figli in una piccola città norvegese per stare più vicini alla madre di lei. Crescono i loro figli nel rigore della fede evangelica. Sono accolti molto bene da istituzioni e vicini, finché un giorno un insegnante nota dei lividi strani su una delle bambine della coppia e avverte i servizi sociali. Quello che accade dopo si potrebbe dire orwelliano se non fosse per l’incrollabile integrità documentaristica di Mungiu. Il protocollo governativo di protezione dei minorenni non lascia spazio a mediazioni. Ma il film non si può accusare di manicheismo. La rigidità dell’educazione che i genitori impartiscono ai figli non è minimizzata come non lo è la mobilitazione ultraconservatrice che li sostiene. E la cecità dottrinaria di un apparato statale, anche se al servizio della protezione dell’infanzia, rimane comunque mostruosa.
Jacques Mandelbaum, Le Monde

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Questo articolo è uscito sul numero 1667 di Internazionale, a pagina 83. Compra questo numero | Abbonati