Questo è il quarto articolo della serie “The slow lane” del Guardian. Gli altri sono qui.
Nel sobborgo di Penrith, che dista circa cinquanta chilometri dal centro di Sydney, è possibile prendere un treno ogni quattro-otto minuti nelle ore di punta e ogni dieci-quindici minuti nelle fasce orarie meno trafficate, fino alla mezzanotte.
Per arrivare alla stazione centrale di Sydney ci vogliono 52 minuti, più o meno il tempo che s’impiega in auto, con il vantaggio però di risparmiarsi il traffico mattutino su un’autostrada a pedaggio.
Gli abitanti di alcune città europee potrebbero non esserne particolarmente impressionati, ma Sydney, con la sua popolazione di oltre cinque milioni di persone, è ai primi posti nel mondo per numero di mezzi pubblici pro capite, con 181 mezzi ogni centomila persone, più di Hong Kong e molto più di Londra e Parigi, mentre le città statunitensi sono in fondo alla classifica.
Secondo Sharath Mahendran, uno youtuber che realizza video sui trasporti e sulla pianificazione urbana di Sydney, la città “è leader mondiale nel trasporto pubblico suburbano” e potrebbe essere un esempio per le città statunitensi, caratterizzate da una bassa densità abitativa su un territorio molto grande. Altri esperti hanno però una visione meno entusiastica del trasporto pubblico nella metropoli australiana.
Entro il 2030 il settore dei trasporti diventerà quello responsabile delle maggiori emissioni di gas serra in Australia. Le autorità di Sydney hanno quindi riconosciuto la necessità d’investire nel trasporto pubblico per ridurre le emissioni e i costi. Ad aprile il governo del New South Wales (lo stato di cui Sydney è il capoluogo, ndr) ha annunciato che risparmierà 130 milioni di dollari grazie a un accordo della durata di sette anni che prevede di coprire l’intero fabbisogno di elettricità della sua rete dei trasporti con fonti rinnovabili, anche se non bisogna dimenticare che l’84 per cento della sua flotta di 9.700 veicoli è composta da autobus con motori diesel.
Mahendran afferma che se Sydney è all’avanguardia nel fornire servizi suburbani in grado di “competere con l’auto in termini di velocità” è anche grazie al numero di mezzi pubblici disponibili.
“Se su una linea ferroviaria vuoi una corsa ogni quindici minuti, avrai bisogno di quattro treni all’ora”, spiega. “A seconda della lunghezza della linea, potrebbero servire anche dieci treni”.
Un mezzo ancora dominante
In una città con una geografia articolata che va dalla costa alle montagne, questo significa avere a disposizione una grande flotta di mezzi su rotaia, autobus e traghetti che forniscano un servizio efficiente per l’intera giornata. Nell’ultimo anno finanziario la rete di Transport for Nsw ha registrato 817,6 milioni di corse.
Geoffrey Clifton, un esperto di trasporti dell’università di Sydney, afferma che le città australiane “riescono a fornire delle opzioni di trasporto pubblico a quasi tutti”.
Alcune aree di Sydney sono inaccessibili in treno a causa dello smantellamento della rete tranviaria intorno alla metà del novecento. Per esempio, ancora oggi non c’è un treno per Bondi beach. Ma, dice Clifton, “ci sono autobus in abbondanza”, anche se probabilmente con motori diesel.
L’auto, però, è ancora dominante. Da uno studio del Climate council, condotto nel 2024, è emerso che anche se il 67,2 per cento degli abitanti di Sydney ha un comodo accesso al trasporto pubblico, il 62 per cento dei pendolari prende l’auto per andare al lavoro, un dato comunque inferiore rispetto ad altre città australiane.
Più che per il suo trasporto pubblico, Sydney è infatti nota per la sua ragnatela di autostrade a pedaggio, possedute e gestite dalla multinazionale australiana Transurban, cosa che ha spinto alcuni a definire Sydney la città con più pedaggi al mondo. Gli esperti puntano il dito contro la passione degli australiani per i suv di grandi dimensioni, evidenziando il ruolo di questi veicoli nell’aumento delle vittime sulle strade. Il numero dei decessi è in continua crescita dopo la pandemia di covid-19, con il dato più alto proprio nel New South Wales.
Secondo Daniel Bowen, un attivista della Public transport users association e un blogger in materia di trasporti che vive a Melbourne, molti australiani non hanno la possibilità reale di scegliere tra l’auto e i mezzi pubblici. “Se vivi in periferia o in una zona interna dell’Australia il trasporto pubblico non è un’opzione praticabile e bisogna per forza prendere l’auto”, spiega.
Mentre una linea di autobus popolare come la 333, che dalla Opera House e dal terminal dei traghetti di Circular Quay porta a Bondi beach, ha corse molto frequenti, altre zone sono meno collegate. Di recente il governo del New South Wales ha dovuto reclutare autisti in Nuova Zelanda per coprire i posti vacanti a causa dell’annosa carenza di personale sulle linee che servono le spiagge settentrionali, sprovviste di collegamenti efficienti su rotaia.
Mahendran difende però a spada tratta i treni di Sydney, che definisce più comodi, puliti e puntuali rispetto a quelli delle città statunitensi che ha visitato. “Nelle città come Sydney solitamente il trasporto pubblico non funziona”, dice. “Ma qui tutti lo considerano importante e pretendono che sia efficiente, anche nelle periferie”.
(Traduzione di Francesco De Lellis)
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